Lufthansa cancella 20 mila voli tra maggio e ottobre per risparmiare carburante, in uno dei tagli più rilevanti a livello globale dopo il raddoppio dei prezzi del jet fuel in seguito alla guerra con l’Iran. A confermarlo è la stessa compagnia tedesca che in una nota ha validato le indiscrezioni del Financial Times, precisando che i voli interessati sono quelli operati da CityLine.
Nel dettaglio, il gruppo tedesco ha eliminato circa 120 voli al giorno a partire da lunedì 27 aprile e ha annunciato la sospensione delle rotte non redditizie dagli hub di Monaco e Francoforte fino alla fine della stagione estiva, a metà ottobre. Le cancellazioni, tutte concentrate sul corto raggio, «equivalgono a circa 40 mila tonnellate di carburante per aerei», il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio del conflitto con Teheran, ha spiegato la compagnia.
Il piano dettagliato per l’estate sarà pubblicato tra fine aprile e inizio maggio e includerà un’ulteriore ottimizzazione dell’offerta sul breve raggio, con l’obiettivo di garantire maggior stabilità operativa per tutta la stagione, ha spiegato la compagnia.
I tagli arrivano proprio mentre i ministri dei Trasporti europei discutono misure per evitare una carenza di carburante nella regione. L’Agenzia internazionale dell’energia ha infatti avvertito che le scorte europee potrebbero coprire meno di sei settimane di domanda. Ma Lufthansa non è un caso isolato.
Sas ha cancellato mille partenze soltanto ad aprile, Klm ne annullerà 160 a maggio, Delta Air Lines limerà la rete di collegamenti del 3,5% per risparmiare un miliardo di dollari, United ha anticipato di togliere dalle vendite il 5% dei voli interni non redditizi. Sforbiciate alla programmazione sono state avviate anche da Cathay Pacific, Air Asia X, Air New Zealand, i vettori cinesi, Qantas.
Intanto si complica il quadro per i viaggiatori europei. In caso di cancellazioni legate alla carenza di carburante, i passeggeri non avranno diritto a compensazioni economiche ma solo al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un volo alternativo. La mancanza di jet fuel rientra infatti tra le «circostanze eccezionali», a differenza del semplice rincaro del carburante, che invece può dare diritto anche al risarcimento. A chiarirlo è stato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, al termine della riunione dei ministri Ue del 21 aprile: «L’Europa è pronta ad accogliere turisti e visitatori. È fondamentale trasmettere il messaggio che resta una destinazione sicura e stabile, anche per la prossima estate». (riproduzione riservata)