Le accise e di conseguenza il prezzo del diesel aumenterà tra 1-1,5 centesimi di euro per litro ogni anno nel prossimo quinquennio, mentre le tasse sulla benzina si ridurranno dello stesso importo.
Sarà concretamente il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica a individuare ogni anno «la misura della riduzione dell’accisa sulle benzine (e, quindi, dell’identico aumento dell’accisa applicata al gasolio per autotrazione) nell’ambito di un intervallo compreso tra 1,0 e 1,5 centesimi di euro/litro». Questo è quanto si legge all'interno della relazione illustrativa della bozza del decreto legislativo sulle Accise, che è all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi, 13 marzo, anticipato alle 15 (originariamente era previsto per le 17:30) tanto da aver causato l’annullamento della visita a Milano della premier Giorgia Meloni dove avrebbe dovuto incontrare gli imprenditori di Fondazione Altagamma Moda e Camera Nazionale della Moda italiana.
Sul tavolo del cdm dovrebbero esserci inoltre il decreto legge con «disposizioni urgenti per le elezioni amministrative dell'anno 2025» e quello recante «disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni», nonché il decreto legislativo correttivo sul fisco, in esame preliminare. Il testo proroga, di due mesi, al 30 settembre 2025 il termine per le adesioni alla proposta di accordo con l'Agenzia delle entrate. Un rinvio più volte sollecitato dai commercialisti, preoccupati per l'accavallamento della scadenza del concordato con quelle di altri versamenti fiscali, e che era già nell’aria sin dalla discussione del decreto Milleproroghe.
Il provvedimento inoltre prevede lo stop al concordato preventivo per i forfettari. Per il solo 2024 questa categoria di contribuenti poteva accedere al concordato in via sperimentale, poichè la misura non ha dato i risultati sperati e considerando la difficoltà per l'Amministrazione finanziaria di elaborare una proposta, si è deciso dal 2025 di escludere i forfettari dal concordato, che quindi si applica solo ai contribuenti Isa – Indici sintetici di affidabilità. (riproduzione riservata)