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Carburante per gli aerei, l’emergenza è finita? Ecco perché la riapertura dello Stretto di Hormuz non basta
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Carburante per gli aerei, l’emergenza è finita? Ecco perché la riapertura dello Stretto di Hormuz non basta

di Giulia Venini
08 aprile 2026, 11:55 Ultimo aggiornamento: 15:03

Secondo il direttore generale dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata), Wallie Walsh, la paralisi dello Stretto di Hormuz creerà rincari sul lungo periodo

L’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran non risolve il problema dei prezzi del carburante. L’allarme lanciato nei giorni scorsi dalle compagnie aeree per carenza di cherosene rimane ancora attuale e anzi «ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei tornino alla normalità». A dirlo è stato il direttore generale dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata), Wallie Walsh.

Il nodo di Hormuz

La paralisi dello Stretto di Hormuz, corridoio strategico per il transito di un quinto del petrolio mondiale, col conseguente aumento dei prezzi, rende difficile dire quanto tempo ci vorrà per la ripresa delle forniture di carburante, ma la certezza è una: «Non accadrà in tempi brevi», ha affermato Walsh. «Ci vorranno ancora mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, data l’interruzione della capacità di raffinazione in Medio Oriente».

«Anche se il flusso di greggio riprende il problema persisterà per un certo periodo», ha proseguito il dg dello Iata. «Non credo che tutti abbiano compreso appieno quanto fosse concentrata la capacità produttiva in alcune parti del mondo». Perciò «è inevitabile» che il settore dell’aviazione reagirà all’aumento dei prezzi del petrolio aumentando i prezzi dei biglietti

Il caso Delta Airlines 

A testimonianza dei costi crescenti per le compagnie aeree, la statunitense Delta Airlines prevede di sostenere entro fine giugno 2 miliardi di dollari in più (1,71 miliardi di euro) di spese per il carburante. La notizia, comunicata dal direttore commerciale Joe Esposito, è arrivata con la pubblicazione dei conti del primo trimestre che hanno visto ricavi in cresciuta del 9,4% a 14,2 miliardi di dollari (12,15 miliardi di euro). (riproduzione riservata)



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