Bob Kunze-Concewitz si congeda da Campari mettendo a segno la più grande acquisizione della storia del colosso italiano del beverage controllato dalla famiglia Garavoglia: il principale deal del mercato degli spirit nel 2023 e la 28ª operazione da quando nel 2007 il 56enne top-manager dal passaporto austriaco ma nato a Istanbul si è insediato sulla tolda di comando. Campari infatti ha intavolato trattative in esclusiva con gli americani di Beam Suntory per rilevare il 100% di Beam Holding France, gruppo che ha in portafoglio i brand di cognac Courvoisier e Salignac. Si tratta di uno dei principali produttori al mondo di cognac, un marchio storico se si pensa che la casa è stata fondata nel 1828 in Francia ed è diventata fornitore ufficiale della corte dell’imperatore Napoleone III, liquore scelto per celebrare l'inaugurazione della Torre Eiffel e l'apertura del Moulin Rouge a Parigi.
Campari - che per l’operazione si è avvalsa dell’advisory di Goldman Sachs - sborserà 1,22 miliardi di euro, un prezzo comprensivo di un earn-out di 110 milioni al raggiungimento dei target di vendita nel 2028, il doppio di quanto la società dei Garavoglia ha pagato nel 2016, sempre Oltralpe, per accaparrarsi Grand Marnier. La cifra equivale a un multiplo di circa 17 volte il margine di contribuzione del 2022 della società francese, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni. Il perfezionamento è atteso per il 2024 e probabilmente l’acquisizione sarà interamente finanziata a debito, facendo salire il rapporto fra indebitamento finanziario netto ed ebitda di Campari da 2,6 volte (al 30 settembre 2023) a circa 4 volte. Grazie alla positiva generazione di cassa il gruppo italiano ha spiegato però di attendersi una diminuzione del debito subito dopo il closing.
Per il deal il colosso degli spirit - noto per aver in portafoglio brand globali come Aperol, Wild Turkey, Glen Grant e Skyy Vodka - ha bussato alla porta di un consorzio di banche composto da Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Bank of America, Goldman Sachs e Mediobanca per un finanziamento bridge di 1,2 miliardi, con una scadenza di 24 mesi dalla data di perfezionamento della transazione. L’acquisizione rientra nella strategia disegnata dal ceo Kunze-Concewitz che prevede un doppio obiettivo: il rafforzamento di Campari nel segmento premium di fascia alta (cognac, brandy, whiskey e rhum), il beverage a più alta marginalità, e una doppia espansione negli Stati Uniti (già il principale mercato del gruppo) e in Asia.
Lo scorso anno infatti Courvoisier ha fatturato quasi 250 milioni di dollari, realizzando circa il 60% delle vendite negli Usa, seguiti dal Regno Unito e dalla Cina che insieme rappresentano invece il 25% dei ricavi. Il business di Courvoisier, che consolida Campari su scala globale, potrà contare poi sulla rete distributiva del colosso italiano. Con quest’operazione «abbiamo un’opportunità unica per rafforzare le credenziali del marchio Campari come icona globale del lusso, diventando il cognac il quarto asse di sviluppo del gruppo insieme con aperitivi, bourbon e tequila», ha spiegato Kunze-Concewitz che ad aprile lascerà le redini al suo vice Matteo Fantacchiotti. Il futuro numero uno invece ha sottolineato il «potenziale trasformativo» dell’acquisizione nel mercato asiatico. (riproduzione riservata)