A dieci giorni dall’assemblea sull’ops per Banca Generali, si surriscalda il clima nell’azionariato di Mediobanca. Lunedì 11 è uscito allo scoperto Francesco Gaetano Caltagirone che, con una nota diffusa attraverso il veicolo VM 2006, ha attaccato la mossa a sorpresa di Alberto Nagel, definendola una «delega in bianco» e chiedendo che si voti «nelle forme previste per le modifiche allo statuto», cioè con una maggioranza dei due terzi.
Lo scorso 15 giugno il vertice di Mediobanca ha deciso di rinviare l'assemblea sull’ops per Banca Generali per i dubbi avanzati da alcuni soci rilevanti sull'incompletezza delle informazioni, oltre che per i timori del ceo Alberto Nagel di non avere la maggioranza.
La scorsa settimana il cda Generali ha dato luce verde all’avvio di un confronto sui nuovi accordi distributivi e il framework complessivo è stato messo a disposizione dei soci di Mediobanca nella relazione assembleare. Le aperture arrivate da Trieste sono state insomma considerate un motivo sufficiente per convocare l’assemblea.
Caltagirone però è di altro avviso Riferendosi all’assemblea del prossimo 21 agosto, VM 2006 «rammenta che detta adunanza, inizialmente fissata per lo scorso 16 giugno, era stata appena il giorno precedente rinviata al 25 settembre anche al dichiarato fine di disporre a beneficio dei soci di un set informativo esaustivo e dettagliato».
VM 2006 osserva che, «alla luce della nuova relazione illustrativa messa a disposizione del pubblico, permangono immutate le gravi carenze Informative già denunciate lo scorso giugno. In particolare, a tutt'oggi non è disponibile né è dato conoscere il puntuale contenuto economico e negoziale degli accordi di partnership strategico-industriale di lungo periodo (Accordi di partnership) nei settori della banqueassurance, dell'asset management e dell'insure-banking, che dovrebbero essere conclusi tra il Gruppo Mediobanca, Assicurazioni Generali e Banca Generali, pur essendo tali accordi un elemento indispensabile dell'offerta».
E ancora: «Resta insoddisfatta anche l'esigenza di conoscere dettagli sui rischi di esecuzione della medesima offerta connessi tra l'altro alla compatibilità del proposto scambio di azioni proprie con il quadro normativo di riferimento, tenuto anche conto che, come affermato dalla stessa Mediobanca nel comunicato diffuso in data 15 giugno, l'adesione di Assicurazioni Generali è essenziale per il perfezionamento dell'operazione, in quanto l'offerente ha apposto all'offerta la soglia minima irrinunciabile del 50+1%»
E, del resto, continua la nota del gruppo Caltagirone, «anche il comunicato stampa diffuso da Assicurazioni Generali to scorso 6 agosto 2025 conferma espressamente che alcuna decisione è stata assunta dalla compagnia in merito alla proposta di linee-guida di accordi di partnership sui quali è stato rimarcato essere ancora in corso valutazioni e approfondimenti. In buona sostanza, manca ad oggi qualsivoglia elemento informativo aggiuntivo rispetto allo scorso giugno 2025».
In questo scenario, conclude la nota, «non può che ribadirsi come la deliberazione ai sensi dell'art. 104 Tuf che il management di Mediobanca propone agli azionisti appare del tutto inefficace e configura una delega in bianco al consiglio di amministrazione come tale adottabile solo nelle forme previste per le modifiche allo statuto». (riproduzione riservata)