Sarà una torta da quasi 5 miliardi di euro quella che dall’anno prossimo riusciranno a spartirsi i migliori club di calcio al mondo. Le prossime partenze sia del rinnovato formato di Champions League a 36 squadre (che metterà a disposizione 2,4 miliardi) sia del nuovo Mondiale per Club (2,5 miliardi) stanno facendo brillare gli occhi ai presidenti delle squadre più prestigiose che riusciranno a partecipare a entrambe le competizioni. I nuovi format, però, non promettono solo incassi stellari alle società che riusciranno ad andare avanti nei percorsi, ma palesano anche – agli occhi più attenti – la voglia di Fifa e Uefa di correre ai ripari dallo spettro Superlega. Specialmente dopo che la Corte Ue, poco prima di natale, ha animato le speranze della A22 Sports (il nome della società che ha avanzato il progetto) rinvenendo un abuso di posizione dominante da parte dei due massimi organismi calcistici. A fare da cornice c’è anche il recente studio pubblicato e condotto dall’istituto francese Opinion Way proprio per A22 Sports, che dimostra un sostanziale sostegno per i nuovi tornei da parte di un gruppo demografico eterogeneo di tifosi di calcio in otto importanti nazioni europee. In pratica, ben il 72% degli appassionati di calcio d’Italia, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito è favorevole alla creazione di una Superlega.
Per Uefa e Fifa occorre, quindi, correre ai ripari. E quale modo migliore per incentivare i club, se non quello di incrementare guadagni per i partecipanti? Guardando nel campionato domestico della Serie A, è notizia dei giorni scorsi che le due italiane qualificate al Mondiale per Club 2025, ovvero Inter e Juventus, con il solo accesso alla prima edizione di questa nuova competizione voluta dalla Fifa, dovrebbero mettersi in tasca almeno 50 milioni di euro a testa. Un assegno che, secondo le prime stime, potrebbe addirittura lievitare fino a 100 milioni in caso di vittoria. Cifre ben lontane da quelle attuali, che garantiscono alla squadra vincente di intascare 5 milioni di dollari per la prima posizione, più alcuni altri premi.
Seppur seguendo meccanismi leggermente diversi, anche la Uefa ha scelto di incrementare il montepremi per i club europei che parteciperanno alla Champions a 36 squadre. In base a quanto stabilito, solo per la partecipazione ogni club guadagnerà un minimo di 18,6 milioni di euro, dagli attuali 15,6 milioni, ma che considerando altri piccoli aggiustamenti in base ad alcuni ranking, possono salire 20,3 milioni di euro. Solo i bonus per le vittorie delle singole partite scenderanno da 2,8 milioni a partita a 2,1 milioni – ma ci saranno più partite – mentre ogni pareggio varrà 900 mila euro (da 700 mila). Raggiungendo gli ottavi si passerà dall’incassare 9,6 milioni a 11 milioni, mentre i bonus per i quarti di finale, le semifinali e la finale saranno rispettivamente di 12,5 milioni (da 10,6), 15 milioni (da 12,5) e 20 milioni (da 15,5). La squadra che vincerà riceverà un premio da 25 milioni, 5 in più dell’ultima edizione.
A tutto ciò va considerata la quota del «market pool», che premia anche le squadre le cui leghe hanno meglio venduto i diritti tc. Una classifica che favorirà leggermente la Premier League come campionato di maggior successo, garantendo praticamente solo a loro di arrivare all’ipotetico premio massimo di 155 milioni di euro. Anche se, le squadre degli altri campionati non si discosterebbero troppo.
Insomma, se una squadra europea dovesse fare doppietta (come spesso accade) vincendo Champions e Mondiale per Club, incasserebbe qualcosa come 250 milioni. Senza poi dimenticare tutti i vantaggi indiretti legati alla presenza nelle due competizioni, dagli sponsor al marketing, passando anche per i social.
Una autentica manna per le casse traballanti delle squadre italiane, che nonostante conti in miglioramento rispetto alle due stagioni passate, sono ancora in rosso e registrano ampi livelli di indebitamento. Come sottolineato da un’analisi di Calcio e Finanza, le prime otto classificate della stagione 2022-23 hanno segnato complessivamente entrate per 2,48 miliardi, ma una perdita complessiva di 270 milioni, seppur in netto miglioramento dal rosso di oltre 800 milioni della stagione 202-21. Il passivo è stato zavorrato soprattutto dal risultato negativo di Juventus (-124 milioni), Roma (-103 milioni) e Inter (-85 milioni), contro i quali hanno potuto fare poco i numeri di Napoli (+80 milioni), Milan (+6) e Atalanta (+6 milioni). A peggiorare le cose, però, è l’indebitamento lordo da oltre 3,3 miliardi, creato soprattutto da Inter (807 milioni), Juventus (791 milioni) e Roma (688 milioni). L’accesso a queste nuove formule, sempre più elitarie, diverrà fondamentale, anche se dall’altra parte i club dovranno essere in grado di creare rose più profonde per far fronte a un deciso aumento di partite da giocare, ma provando a evitare un’ulteriore esplosione dei costi. (riproduzione riservata)