I profitti di Byd tornano a scendere dopo più di tre anni. Il colosso cinese dei veicoli elettrici e primo produttore mondiale di auto a batteria per volumi ha registrato nel secondo trimestre 2025 il primo calo degli utili dal 2022, un chiaro segnale di quanto la guerra dei prezzi nel mercato domestico stia incidendo sulla redditività.
L’utile netto si è attestato a 6,4 miliardi di yuan (circa 895 milioni di dollari), in flessione del 29,9% su base annua, dopo un primo trimestre in crescita a tripla cifra (+100,4%). I ricavi trimestrali sono saliti del 14% a 200,9 miliardi di yuan.
Nel complesso del semestre il fatturato è aumentato del 23,3% a 371,3 miliardi di yuan (44,5 miliardi di euro), con un utile netto in crescita del 13,8% a 15,5 miliardi.
La dinamica riflette un quadro contrastante: da un lato la forte espansione internazionale, con le esportazioni più che raddoppiate (+130%) e una quota di mercato globale in aumento, dall’altro le difficoltà sul mercato interno. In Cina, che rappresenta ancora l’80% delle vendite, luglio ha segnato il terzo calo consecutivo delle immatricolazioni e la prima flessione produttiva in 17 mesi.
La pressione competitiva è acuita dall’intervento del governo di Pechino, che a giugno ha intimato agli operatori di frenare i tagli di prezzo e di rispettare termini di pagamento più stringenti verso i fornitori. Una misura che ha spinto gli analisti a monitorare con attenzione la struttura finanziaria del gruppo: al 30 giugno, il deficit di capitale circolante è salito a 122,7 miliardi di yuan (da 95,8 miliardi a fine marzo), mentre il rapporto debito/attività è cresciuto al 71,1%.
Byd mantiene un obiettivo ambizioso di 5,5 milioni di auto vendute nel 2025, ma nei primi sette mesi ha consegnato 2,49 milioni di veicoli, pari al 45% del target. Alcuni analisti, tra cui Third Bridge, giudicano difficile il raggiungimento della guidance, mentre Nomura prevede un volume compreso tra 5 e 5,2 milioni di unità.
Nonostante le tensioni sul fronte interno, l’azienda continua a investire in ricerca e sviluppo (30,9 miliardi di yuan nel semestre, +53%) e a guadagnare terreno all’estero, dove si è posizionata al secondo posto tra gli esportatori cinesi di veicoli. Il secondo semestre si preannuncia però più complesso, con margini ancora sotto pressione e una sfida crescente per conciliare espansione globale e sostenibilità finanziaria. (riproduzione riservata)