Meno tasse in bolletta e più gas da Usa, Qatar e Norvegia. Sono alcuni degli interventi che la Commissione Europea ha allo studio per tenere sotto controllo la volatilità dei mercati energetici, stabilizzare i prezzi e alleviare i disagi per consumatori industriali e domestici. Le misure rientrano nelle sette azioni specifiche elencate in un documento appena pubblicato dalla direzione generale dell’Energia.
«I prezzi dell’energia rimangono troppo alti rispetto ai nostri principali concorrenti», è la premessa di Dan Jørgensen, commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa. «I nostri cittadini e le imprese, in particolare le industrie ad alta intensità energetica, hanno bisogno di un rapido sollievo. È nostra responsabilità condivisa, insieme agli Stati membri, intensificare il gioco e fornire rapidamente soluzioni concrete».
La più attesa per l’effetto istantaneo che avrebbe sulle tasche dei consumatori è proprio la modifica del regime di tassazione, in particolare per l’elettricità.
«Le tasse possono rappresentare fino a un terzo della bolletta energetica», premette la Dg Energy. «Ridurle può fare una differenza reale e immediata, in particolare per le industrie ad alta intensità energetica e per i consumatori vulnerabili. La Commissione formulerà a breve raccomandazioni e presenterà ulteriore assistenza per ridurre la tassazione delle bollette energetiche».
Venendo alle altre misure, la Commissione esorta gli Stati membri a sfruttare appieno il Cisaf, il quadro rafforzato per gli aiuti di Stato, che apre la strada al sostegno delle industrie ad alta intensità energetica attraverso un calmiere dei prezzi e un appoggio alla loro decarbonizzazione. Entro la fine del 2025 la Commissione fornirà ulteriori orientamenti e consulenza agli Stati sulle modalità di elaborazione dei regimi nazionali.
Andrà massimizzato, inoltre, l’uso dei fondi di coesione dell’Ue per investire nelle reti nazionali e nella capacità di stoccaggio. Per gli Stati membri c’è tempo fino alla fine dell’anno, e la Commissione fornirà sostegno nell’elaborazione i piani su misura per investire i fondi inutilizzati.
Gli operatori industriali andranno incoraggiati a collaborare con i principali attori finanziari, come la Banca Europea per gli Investimenti e le banche nazionali di promozione allo sviluppo «sulle opportunità finanziarie e sui meccanismi di riduzione dei rischi che possono avvantaggiare l’industria, in particolare gli accordi di acquisto di energia elettrica». La Dg Energy fa l’esempio dell’accordo tra Commissione e Bei, che hanno avviato un programma pilota da 500 milioni per sostenere l’adozione di un maggior numero di accordi di compravendita di energia elettrica da parte delle imprese.
C’è poi la questione degli iter autorizzativi troppo lenti che ostacolano lo sviluppo delle rinnovabili, dello stoccaggio e delle reti. La Commissione proporrà nuove misure per accelerare e razionalizzare le autorizzazioni nell’ambito del pacchetto Reti che dovrebbe essere adottato entro dicembre 2025. Sempre nel pacchetto Reti confluirà l’iniziativa «Autostrade dell’energia» annunciata dalla presidente Ursula Von Der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione 2025.
Bruxelles, ricorda la Dg Energy, «deve sfruttare tutto il peso del suo mercato unico per ottenere i migliori accordi di approvvigionamento possibili». Partner affidabili e fidati sono considerati, tra gli altri, Stati Uniti, Norvegia e Qatar. Per questo motivo la Commissione, insieme agli Stati membri interessati, avvierà la raccolta della domanda di gas per le imprese dell’Europa sudorientale, per garantire forniture di gas diversificate e a prezzi competitivi. (riproduzione riservata)