I fondi del Pnrr, la semplificazione dei processi, un capitale umano formato e la digitalizzazione degli sistemi potranno davvero cambiare radicalmente la pubblica amministrazione, rendendola "più efficiente e più appetibile anche per i giovani lavoratori". Queste le parole del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in audizione alle Commissioni affari costituzionali e lavoro, riunite per fare il punto sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
È già passato un anno, infatti, da quanto Brunetta aveva presentato alle Camere il nuovo alfabeto della pubblica amministrazione: A come Accesso, B come Buona amministrazione, C come Capitale umano, il tutto funzionale alla realizzazione della D di Digitalizzazione.
Ma cosa è stato fatto in quest’anno? Il bilancio è sicuramente positivo dato che la Commissione europea ha riconosciuto, nella sua valutazione preliminare il 28 febbraio, tutti i 51 obiettivi previsti dal Pnrr per l’Italia per il 2021, comprese le quattro milestones del ministero della Pa.
Certo non si può dire che "è stato fatto tutto nel migliore dei modi, servono miglioramenti e controlli", ma le modifiche effettuate sono risultate funzionanti e stanno anche contribuendo al cambiamento positivo della percezione della pa. Brunetta ha inoltre dichiarato di aver preferito procedere "per strappi innovativi" e non per riforme programmatiche che spesso rimangono lì.
Nello specifico, sono stati sbloccati, velocizzati e digitalizzati i concorsi pubblici per rispondere all'emergenza di personale delle amministrazioni locali e centrali. L'articolo 10 del dl 44/2021 ha permesso di svolgere dal bando all'annuncio dei vincitori in 100 giorni. Tanto che in otto mesi sono stati assunti oltre 45mila candidati a tempo indeterminato, su una platea di un milione, e per il 2022 se ne stimano 100mila.
Sempre per facilitare e velocizzare l'incontro tra domanda e offerta di capitale umano, soprattutto per scegliere i profili richiesti dal Pnrr, è stato realizzato il portale di reclutamento inPa, "prendendo a modello Linkedin, il modello più efficiente a livello internazionale" e con l'aiuto di Microsoft. Sono stati caricati già 6 milioni di cv personali, con la possibilità di ricorrere ai 16 milioni di profili su Linkedin Italia, qualora non si fosse trovato il match nel bacino di utenti di inPa.
La pa però continuare ad aver bisogno di nuovi dipendenti, al di là della prospettiva del Piano. Alla luce dello sblocco del turn over e del salario accessorio, sono previsti 100mila ingressi quest’anno, per giunta con contratti a tempo indeterminato. Prima che tali flussi riescano a modificare "lo stock attuale dei dipendenti, in media ultracinquantenni, in diminuzione del 29-29% negli ultimi anni e non modernizzato" passeranno anni. Il ministero della Pa sta quindi sviluppando meccanismi che possano accelerare questo processo, in primis riconoscendo in termini salariali le competenze: dalla possibilità per i dipendenti di studiare pagando solo un terzo delle tasse universitarie per laurearsi (anche con seconda laurea) o per prendere un master, alla creazione di pacchetti formativi per migliorare la preparazione informatica, passando per la creazione di un fascicolo per tutti i dipendenti pubblici.
Nondimeno con il ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, si stanno studiando sistemi per far esprimere la customer satisfaction, per aumentare la disponibilità di certificati digitali e per rendere le banche dati interoperabili. Infine, Brunetta crede molto nel progetto di rendere tracciabili le transazioni pubbliche, così da responsabilizzare la pa e accorciarne i tempi, rendendola così più efficiente e competitiva. (riproduzione riservata)