Si chiude in corsa il primo semestre di Brunello Cucinelli. Che sulla scia del +31% messo a segno dai ricavi, ammontati a 543,9 milioni di euro, ha rivisto al rialzo le sue prospettive per l’intero esercizio. «La prima metà dell’anno è stata davvero ottima», ha dichiarato l’omonimo imprenditore, presidente esecutivo e direttore creativo della maison. «La crescita delle vendite superiore alle nostre aspettative di inizio anno è stata realizzata grazie al positivo e sinergico contributo di entrambi i canali di vendita e risulta, a nostro avviso, molto ben distribuita e bilanciata a livello geografico». Tutte le aree geografiche hanno riportato aumenti a doppia cifra del 23,9% nelle Americhe, del 22,6% in Europa, del 23,7% in Italia e del 55,6% in Asia.
Il canale retail è cresciuto del 41,6% nei sei mesi, mentre le entrate wholesale sono salite del 15,8%. Nello specifico, il mercato americano ha evidenziato una domanda della fascia alta del lusso strutturalmente in aumento. In Asia, in particolare in Cina, il brand ha riportato crescite di altissimo valore nella prima metà dell’anno, «sempre tenendo in considerazione che la quota di fatturato realizzata in questi mercati è ancora limitata», ha precisato l’azienda umbra in un comunicato. Nel secondo trimestre la società ha realizzato un fatturato di 278,6 milioni di euro, in crescita del 27,5%. Per la seconda parte dell’anno è attesa un’importante crescita, di forte consolidamento, con un equilibrato incremento rispetto al secondo semestre 2022.
«L’ottimo semestre appena concluso, il più che puntuale avanzamento delle consegne invernali e il favore che respiriamo attorno al nostro brand e alla nostra proposta di prodotto, ci consentono di rivedere al rialzo la stima di crescita dei ricavi per il 2023, portandola dal +15% a un intervallo compreso tra il +17% e il +19%», ha infine dichiarato Cucinelli. «Visto l’ottimo sell-out delle collezioni primavera-estate 2023 e l’importante raccolta ordini pressoché conclusa per la collezione uomo primavera-estate 2024, prevediamo quindi per il prossimo anno una sana crescita attorno al +10%». (riproduzione riservata)