Brembo straccia le attese e alza la guidance 2026. Il gruppo attivo nella produzione di sistemi frenanti ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi a 937,4 milioni di euro (-2,1% rispetto al primo trimestre del 2025, ma +1,9% a parità di cambi), penalizzati principalmente dall'effetto cambi. Comunque risultano superiori alle attese del consenso Bloomberg a 931 milioni.
Deboli i settori auto (-3,3%), veicoli commerciali (-1,1%) e competizioni (-4%), meglio i motocicli (+6,7%). A livello geografico, sono cresciute Francia (+12,8%), Sud America (+8,5%) e India (+7,1%, +25,5% a cambi costanti), non Cina (-14,7%) e Nord America (-3,2%, ma +6,6% a cambi costanti) a causa dei cambi.
Nota positiva i margini con l’ebitda migliorato oltre le attese del consenso (152,7 milioni) a 154,7 milioni (+0,9%), con un margine in crescita al 16,5% (16,4% il consenso) dal 16% del primo trimestre 2025, grazie alla riduzione dell'incidenza del costo del venduto al 62% (da 63,5%).
Inoltre, l’utile netto è salito a 56,9 milioni (52,4 milioni la stima del consenso) dai 51,1 milioni dello stesso periodo dello scorso esercizio e l’indebitamento finanziario netto è sceso più del previsto a 692,9 milioni, 26,3 milioni in meno rispetto a fine 2025 e 85,7 milioni in meno rispetto al primo trimestre del 2025, dopo investimenti per 72,1 milioni, di cui 6,6 milioni per incrementi beni in leasing. Equita si aspettava un indebitamento finanziario netto a 723 milioni e Banca Akros a 700 milioni.
«Il primo trimestre si è chiuso con risultati solidi, nonostante un contesto geopolitico e di mercato che resta complesso. I margini sono in crescita e la generazione di cassa rafforza ulteriormente la struttura finanziaria del gruppo», ha commentato il presidente esecutivo, Matteo Tiraboschi.
Guardando al futuro, il top manager ha ricordato che «abbiamo annunciato importanti sviluppi su Sensify, la nostra piattaforma di frenata intelligente: l'avvio della produzione in serie per un costruttore globale e la firma di nuovi contratti aprono la strada a una diffusione su larga scala nei prossimi anni».
Brembo ha, infatti, annunciato lunedì 4 maggio che Sensify, il nuovo standard nella frenata intelligente, è entrato in produzione per un importante costruttore automobilistico che, secondo MF-Milano Finanza, potrebbe essere Mercedes o Bmw. Sarà montato di serie sul 100% dei veicoli del programma, confermando la piena maturità della piattaforma per un impiego industriale su larga scala.
Nonostante lo scenario geopolitico e macroeconomico che rende molto difficile fare previsioni, Brembo ha migliorato la guidance per il 2026 rispetto alle indicazioni precedenti comunicate il 18 marzo: ricavi in crescita del 3% a parità di cambi (precedente: in linea rispetto al 2025; 3,705 miliardi la stima del consenso); ebitda margin pari a circa il 16,5% dei ricavi (16,6% la stima del consenso con un ebitda previsto a 613,9 milioni); investimenti per 350 milioni e indebitamento inferiore a 700 milioni (683,2 milioni il consenso). L’utile netto è visto salire dal consenso a 216,4 milioni dai 209,3 milioni del 2025.
Così a Piazza Affari l’azione è balzata il 7 maggio in chiusura del 10,79% a 9,86 euro dopo un massimo intraday a 9,95 euro, livello toccato lo scorso 26 febbraio. Il 29 aprile si è svolta l’assemblea degli azionisti di Brembo che ha approvato, tra l’altro, il bilancio chiuso al 31 dicembre 202 5 e un dividendo lordo di 0,30 euro (rendimento del 3,4%) per ognuna delle azioni ordinarie in circolazione, con pagamento a partire dal 20 maggio.
Equita ha un rating buy e un target price a 11,30 euro sull’azione, lo stesso giudizio dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (target price a 10 euro), invece Banca Akros un giudizio neutral con un prezzo obiettivo a 9 euro. «prevediamo che l’attenzione degli investitori si concentrerà anche sulle recenti indiscrezioni riguardo al potenziale interesse di Brembo per le attività nel settore delle sospensioni di Monroe Ride Solutions, parte del gruppo Tenneco», afferma l’ufficio studi di intesa Sanpaolo.
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