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Chiusura mista per le piazze europee e titoli contrastanti

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude sopra la parità, giù Buzzi dopo taglio delle stime. Trump minaccia la Ue di dazi al 35%

05 agosto 2025, 08:30 Ultimo aggiornamento: 17:52

Giornata di dati macro, dal pmi servizi in Cina, ben oltre le attese, ai prezzi alla produzione in Eurozona. Delude l’Ism servizi negli Usa. A Piazza Affari bene Amplifon, Nexi e Ferrari | IL VIDEO

  • Ore 16:40 – Il Ftse Mib vira al ribasso. Negli Usa Trump promette maxi dazi a pharma e chip
  • Ore 15:30 – Wall Street apre prudente, Trump torna a minacciare la Ue: dazi al 35% se non rispetta i patti
  • Ore 14:30 – Ftse Mib in lieve rialzo, giù Buzzi dopo taglio della guidance
  • Ore 13:30 – Ftse Mib cauto, nell’Eurozona salgono i prezzi alla produzione 
  • Ore 10:30 – Piazza Affari nervosa, la produzione in Italia si contrae. Vendite su Mps, Bper e Unicredit
  • Ore 9:10 –  Piazza Affari volatile, ancora minacce di dazi di Trump. Salgono Campari, Mediobanca e Azimut

Il Ftse Mib chiude a 40.743 punti, in rialzo dello 0,1%. Cade Buzzi, che arriva a perdere l’8,7% dopo il taglio della guidance 2025. Scendono anche Bper Banca (-1,2%) e Mps (-1,2%). Bene invece Amplifon che mette a segno un rally del 4,3%. Completano il podio Ferrari (+2,3%) e Nexi (+2,4%). Spread sotto 83 punti.

Ore 16:40 – Il Ftse Mib vira al ribasso. Negli Usa Trump promette maxi dazi a pharma e chip

Il Ftse Mib azzera il rialzo e a meno di un’ora dalla chiusura vira al ribasso, a 40.633 punti (-0,2%). Cade ancora Buzzi, che arriva a perdere il 7,5% dopo il taglio della guidance 2025. Scendono anche Bper Banca (-1,6%) e Stm (-1,2%). Bene Amplifon (+5,1%), Ferrari (+2,3%) e Nexi (+2%). 

Anche Wall Street viaggia in calo dopo la pubblicazione dei ultimi dati sul settore dei servizi. L’Ism servizi, l’indice redatto dall'Institute for Supply Management che misura la performance del terziario negli Stati Uniti, è sceso da 50,8 punti a 50,1, con le attese che erano per un dato a 51,5. Un valore al di sopra dei 50 punti indica una fase di espansione. 

Intanto, il presidente Trump continua a sparare a zero sui dazi. Ospite di Cnbc, il tycoon ha minacciato l'Europa di dazi al 35% se non investirà negli Stati Uniti i 600 miliardi concordati e nuovi dazi all’India se non smette di comprare petrolio russo. Inoltre, ha quindi annunciato maxi tariffe sui farmaci nel medio termine e sui chip già dalla prossima settimana.

Ore 15:30 – Wall Street prudente, Trump torna a minacciare la Ue: dazi al 35% se non rispetta i patti

Wall Street apre leggermente sopra la parità con i tre indici principali in rialzo frazionale. «Il buon andamento della stagione delle trimestrali (confermato dai conti di Palantir), unito al proseguimento del calo dei rendimenti governativi, sono i due elementi principali alla base del ritorno degli acquisti sui mercati. Gli operatori, infatti, vedono sempre più probabile «un atteggiamento accomodante da parte della Federal Reserve, dopo i deludenti dati del mercato del lavoro, ed in tale direzione sono andate le dichiarazioni del membro non votante Mary Daly», osservano gli strategist di Mps

Se l’Unione Europea non rispetterà gli impegni presi in termini in investimenti negli Usa, subirà dazi al 35%. Lo ha detto Trump in un’intervista a Cnbc. «Siamo di nuovo un Paese ricco», ha detto il tycoon, aggiungendo che l’investimento di 600 miliardi di dollari, che l’Ue ha promesso potrà essere utilizzato «per qualsiasi cosa io voglia».

Ore 14:30 – Ftse Mib in lieve rialzo, giù Buzzi dopo taglio della guidance

Le borse europee procedono in rialzo in attesa dell’avvio di Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib viaggia a 40.778 punti, in rialzo dello 0,2%.  La migliore azione è Amplifon che guadagna il 4% seguita da Nexi (+2%) e Leonardo (+1,7%).

In calo Buzzi che cede il 4,5%. La società ha chiuso il primo semestre con un fatturato consolidato di 2,187 miliardi di euro (+6,5%) e margine operativo lordo di 526 milioni, in diminuzione del 4,8%. Escludendo gli oneri non ricorrenti, il margine risulta comunque in discesa da 548,3 a 526,3 milioni. In più, la società ha tagliato la guidance 2025, prevedendo ora un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi, alla luce delle molte incertezze legate al mercato americano e alle ampie fluttuazioni nei tassi di cambio del dollaro e del real brasiliano

Ore 13:30 – Ftse Mib cauto, nell’Eurozona salgono i prezzi alla produzione

Verso le ore 13:30, il Ftse Mib sale con cautela (+0,25%) dopo la pubblicazione dei prezzi della produzione in Eurozona in aumento oltre le attese a causa dei costi energetici. Rimbalza Amplifon (+3,8%), salgono Leonardo (+2%), Nexi (+1,6%), Saipem (+1,5%). In calo Bper (-0,8%), Mps (-0,7%), Enel (-0,7%) e Buzzi (-0,3%).

Prezzi alla produzione in Eurozona in ripresa a giugno

I prezzi alla produzione dell’industria nell’area euro sono aumentati dello 0,8% su base mensile a giugno 2025, interrompendo tre mesi consecutivi di forti cali, grazie soprattutto a un rimbalzo dei costi energetici.

Su base annua, l’inflazione dei prezzi alla produzione è salita allo 0,6%, in accelerazione rispetto allo 0,3% registrato a maggio e leggermente al di sopra delle attese di mercato (0,5%).

Questi dati suggeriscono un ritorno di pressioni sui prezzi a monte, in particolare dal comparto energia, che potrebbe riflettersi nei prossimi mesi anche sull’inflazione al consumo.

Ore 10:30 – Piazza Affari nervosa, la produzione in Italia si contrae. Vendite su Mps, Bper e Unicredit

Dopo la pubblicazione sui dati macro italiani, in chiaroscuro, il Ftse Mib tende a cedere oscillando attorno alla parità a 40.700 punti. Salgono Amplifon (+1,7%), Ferrari (+1,4%), Leonardo (+1,1%). In calo le banche con Mps che perde qusasi l’1%, Bper e Unicredit lo 0,5%, Buzzi lo 0,7%.

Italia: il Pmi composito sale a 51,5, ma la manifattura resta in calo

A luglio 2025, l’indice Hcob Pmi composito dell’Italia è salito a 51,5 rispetto al 51,1 di giugno, segnalando una crescita modesta del settore privato all’inizio del terzo trimestre. L’espansione è stata ancora una volta trainata dai servizi (Pmi a 52,3), mentre la produzione manifatturiera è scesa nuovamente, con un Pmi a 49,8, in area di contrazione (lo sono tutti i valori sotto 50).

Il divario tra i settori si riflette anche negli ordini: il flusso complessivo è aumentato solo lievemente e gli ordini dall’estero sono diminuiti, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto a giugno. L’occupazione è cresciuta in modo moderato ma con meno slancio, mentre il lavoro arretrato è diminuito in entrambi i settori, soprattutto nella manifattura.

Nonostante le pressioni sui costi in entrata si siano attenuate – il ritmo più basso da novembre 2024 – le imprese hanno aumentato i prezzi di vendita al ritmo più veloce degli ultimi 15 mesi, suggerendo una domanda ancora solida o una strategia di recupero dei margini.

Francia: la produzione industriale segna il maggior balzo mensile dal 2020

La produzione industriale francese è aumentata del 3,8% su base mensile a giugno 2025, rimbalzando da un calo rivisto dello 0,7% a maggio e superando ampiamente le attese di un +0,8%. Si tratta del miglior incremento mensile dalla pandemia – escludendo quel periodo, il più forte mai registrato – trainato dalla manifattura, cresciuta del 3,5% dopo il -1,2% di maggio.

A sostenere la ripresa è stato soprattutto il settore dei mezzi di trasporto, con una crescita del 16,6%, in particolare nel comparto aerospaziale, in rialzo del 26,7%. Anche i settori di estrazione mineraria, energia, fornitura idrica e gestione dei rifiuti hanno accelerato, segnando un +5% contro il +1,7% del mese precedente.

Su base annua, tuttavia, la produzione industriale è scesa dello 0,4% a giugno. Per l’intero secondo trimestre, l’attività industriale ha registrato un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

Ore 9:10 –  Piazza Affari volatile, ancora minacce di dazi di Trump. Salgono Campari, Mediobanca e Azimut

Piazza Affari apre positiva ma cauta, martedì 5 agosto, il Ftse Mib sale dello 0,2% con Campari (+1,6%), Mediobanca (+1,1%), Interpump (+1,1%) e Azimut (+1,1%). In calo frazionale Iveco, Stellantis, Hera e Generali.

Ore 08:30 – Europa attesa al rialzo con le trimestrali e la ripresa della Cina. Occhio a Stellantis e Banco Bpm

I mercati azionari europei si preparano a un’apertura in rialzo martedì 5 agosto, i futures sullo Eurostoxx 600 indicano un +0,4%, sostenuti dall’attesa di nuove trimestrali e dai dati macro cinesi in deciso recupero. Tra le principali società che comunicheranno oggi i dati figurano Banco Bpm, Tim, British Petroleum, Diageo, Dhm e Infineon. L’attenzione degli investitori sarà rivolta anche ai dati sul pmi servizi in Italia, sui prezzi alla produzione in Eurozona e sulla produzione industriale francese, considerati indicatori rilevanti per valutare la tenuta dell’economia dell’area euro.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel frattempo, ha minacciato dazi significativamente più alti sull’India a causa delle continue importazioni di petrolio dalla Russia. L’Unione Europea, intanto, ha annunciato una sospensione di sei mesi dei dazi di ritorsione previsti contro gli Stati Uniti, nel tentativo di favorire il dialogo e proseguire le trattative.

A Piazza Affari occhio a…

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Iveco ha coordinato in stretto contatto con il governo italiano le operazioni di vendita del business camion a Tata Motors e della controllata della difesa a Leonardo.

Fitch ha rivisto l'outlook di Stellantis da stabile a negativo, confermando sia il rating di default dell'emittente a lungo termine (IDR) sia il rating degli strumenti senior unsecured a BBB. Tutti i rating sono stati ritirati.

Credit Agricole ha ufficializzato il superamento del 20% in Banco Bpm a seguito dello sottoscrizione di un contratto derivato sullo 0,3% del capitale, secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti. Nelle dichiarazione delle intenzioni il gruppo francese ribadisce che non intende acquisire o esercitare controllo sull'istituto e manterrà la sua partecipazione sotto la soglia dell'opa obbligatoria. Inoltre, non intende revocare né integrare gli organi amministrativi attualmente in carica.
Previsto oggi il cda sul 1° semestre, seguirà una call con gli analisti (18:00).


Blackrock detiene il 6,195% di Bper Banca al 31 luglio, ha fatto sapere Consob. Si terrà oggi il cda sul 1° semestre.
Banca Popolare di Sondrio, cda 1° semestre; segue conference call (16,00). Tim, Buzzi, cda 1° semestre. (riproduzione riservata)



 



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