La possibilità di un ulteriore rallentamento dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve manda al tappeto le borse su entrambe le sponde dell’Atlantico. Piazza Affari chiude in calo dello 0,98% nonostante il rialzo del comparto bancario. Il Dax scivola dello 0,87% e il Cac 40 dello 0,9%, mentre il Ftse 100 resta in rialzo dello 0,5%. Non riesce a riprendersi invece Wall Street dove il Dow Jones segna un rosso dell’1,6%, l’S&P dell’1,2% e il Nasdaq dell’1,6%. Nonostante il rallentamento dell’economia americana, l’accelerazione dell’inflazione sembra suggerire che la Fed non taglierà i tassi di interesse prima di settembre, con alcuni analisti che guardano già anche a dicembre.
Gli indicatori macroeconomici degli Stati Uniti spingono le vendite in tutti mercati. Le borse europee azzerano i guadagni e virano al ribasso (-1,3% il Ftse Mib, -1,4% il Dax, -1,5% il Cac 40) dopo l’apertura in rosso di Wall Street dove il Dow Jones scivola dell’1,7%, l’S&P segna un -1,5% e il Nasdaq perde il 2% affossato anche da Meta che ha aperto in rosso del 15,04%. La Big Tech guidata da Marck Zuckerberg ha registrato 36,45 miliardi di dollari di fatturato nei primi tre mesi del 2024 mentre l'utile netto è quasi triplicato a 12,36 miliardi di dollari, dai 5,7 miliardi dello stesso periodo del 2023.
I futures statunitensi accelerano al ribasso (-1% quello sul Dow Jones e -1,14% quello sull’S&P alle 14:40) con l’economia a stelle e strisce che ha rallentato più del previsto, ma l’inflazione resta elevata. Giù anche le borse europee (Dax -0,74%, Cac40 -1,3% e Ftse Mib -0,85% a 33.979 punti, nonostante Mps, Bper Banca, Erg e Stm si confermino in rialzo), eccetto Londra (+0,38%). Lo spread Btp/Bund sale a 141,7 punti base. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,7% e l’euro vira al ribasso, perde lo 0,10% a 1,069 dollari. Il pil Usa è cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,6% lo scorso trimestre, sostenuto dalla spesa dei consumatori (+3,1%). Gli economisti avevano, però, previsto un +2,4%. Nel quarto trimestre l'economia americana era cresciuta a un tasso del 3,4%.
Mentre il dato Pce sull'inflazione è aumentato del 3,4% contro il +1,8%, registrato nel quarto trimestre del 2023. Il dato core, quello che esclude dal calcolo i prezzi energetici e alimentari, è salito del 3,7%, molto più del 2%, registrato nel quarto trimestre del 2023. Nonostante il rallentamento dell’economia americana, l'accelerazione dell'inflazione suggerisce che la Fed non taglierà i tassi di interesse prima di settembre. Inoltre, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 20 aprile è sceso di 5.000 unità a 207.000. Le attese erano per un dato a 215.000. Il dato della settimana precedente non è stato rivisto ed è rimasto a +212.000.
Le borse europee continuano a scivolare (Dax -0,72%, Cac40 -0,96% e Ftse Mb -0,18% a 34.209 punti alle 13:40, frenato in particolare da Leonardo, in calo del 3,41% e da Recordati, -2,32%; spiccano contro corrente Erg con un +1,9% e Stm con un +2,57%) in scia ai risultati contrastanti di blue-chip come Nestlè e Deutsche Bank, mentre le buone notizie di M&A nel settore minerario spingono il Ftse 100 a 8.097 punti (+0,67%). I futures di Wall Street anticipano un avvio in calo (-0,50% quello sul Dow Jones e -0,58% quello sull’S&P500) dopo la delusione per Meta. Lo spread Btp/Bund risale a 140 punti base. In attesa dell’intervento di alcuni esponenti della Bce, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto che la lotta all'inflazione non può più essere l'unico target della Banca Centrale Europea, che deve avere anche un obiettivo di crescita economica e di de-carbonizzazione.
I mercati azionari europei peggiorano, eccetto Londra (+0,7%). Alle 11:55 il Dax perde lo 0,56%, il Cac40 lo 0,53% e il Ftse Mib solo lo 0,02% a 34.264 punti, sostenuto soprattutto da Eni (+1%), Stm (+2,45%) e Bper Banca (+1,29%). Restano in calo Leonardo, Iveco, Campari, Prysmian e Recordati. Lo spread Btp/Bund resta sotto 140 punti base a 139,18 punti base dopo che dal bollettino economico della Bce è emerso che «se una valutazione aggiornata circa le prospettive di inflazione, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria dovesse rafforzare ulteriormente la fiducia del consiglio direttivo in una stabile convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo, sarebbe allora opportuno ridurre l`attuale livello di restrizione della politica monetaria.
Nella riunione dell’11 aprile 2024 la Bce ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse. L’inflazione ha continuato a diminuire, trainata dall’andamento più contenuto dei prezzi degli alimentari e dei beni. La dinamica salariale è in fase di graduale moderazione e le imprese stanno assorbendo parte dell’incremento del costo del lavoro nei loro profitti. Le condizioni di finanziamento rimangono restrittive e i rialzi dei tassi di interesse stabiliti in precedenza continuano a gravare sulla domanda, contribuendo a ridurre l’inflazione. Tuttavia, ha avvertito la Bce, le pressioni interne sui prezzi sono forti e mantengono elevata l’inflazione dei servizi.
Il prezzo del petrolio si stabilizza (Brent +0,03% a 88,05 dollari al barile) dopo aver chiuso in ribasso la seduta del 24 aprile, grazie ai segnali di calo della domanda di carburante negli Stati Uniti, il primo consumatore di petrolio al mondo, in contrasto con l'aumento dei rischi di conflitto in Medio Oriente. Il dato sulle scorte di questa settimana dell'Energy Information Administration (Eia) ha mostrato che le scorte di benzina sono diminuite meno del previsto, mentre quelle di distillati sono aumentate in contrasto con le attese, segnali di rallentamento della domanda. Attesi alle ore 14,30 i dati sul pil statunitense per il primo trimestre. Gli economisti stimano un aumento del tasso annualizzato pari al 2,4%.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si porta poco sotto la parità. Alle 09:55 perde lo 0,06% a 34.250 punti, frenato soprattutto da alcuni titoli industriali come Stm, Leonardo, Prysmian, Campari, Iveco, Recordati e nel lusso da Moncler. Lo spread Btp/Bund scende a 138,5 punti base nonostante l’allarme di Isabel Schnabel, membro del board della Banca Centrale Europea. L'ultima tappa per riportare l'inflazione della zona euro al 2% potrebbe essere accidentata e un'erosione della produttività, insieme agli alti costi dei servizi, rappresentano un rischio evidente. «Sta emergendo un consenso sul fatto che potremmo trovarci di fronte a un ultimo miglio piuttosto accidentato», ha detto Schnabel durante una conferenza. «La preoccupazione maggiore è chiaramente l'inflazione dei servizi». L’euro sale dello 0,23% a 1,072 dollari. Dal fronte macro, è emerso che l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere francesi si è attestato a 100 punti ad aprile. La lettura è in calo rispetto ai 103 punti di marzo. Il dato ha deluso il consenso degli economisti a 103 punti.
Borse europee poco mosse in avvio di seduta, pesa il flop di Meta all’afterhours a Wall Street. Il Dax perde lo 0,02%, il Cac40 segna un +0,02%, il Ftse100 un +0,63% e il Ftse Mib un +0,04% a 34.283 punti in una seduta contrassegnata dalla festività della Liberazione, dopo la netta salita dei rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano tornato a ridosso della soglia del 4% (stamani viaggia al 3,94%), sui massimi da circa due mesi. Lo spread con il Bund è poco mosso a 139,8 punti base. A deprimere il mood, i recenti dati (Ifo e Pmi) ben oltre le attese nell'Eurozona che potrebbero mettere la Bce sotto pressione in relazione alle mosse da intraprendere dopo il preannunciato taglio di giugno e sulle quali il board appare per ora piuttosto discorde.
Aggiunge benzina sul fuoco l'indice del sentiment dei consumatori in Germania, pubblicato da GfK e dall'Istituto di Norimberga per le decisioni di mercato (Nim), salito a maggio a -24,2 da -27,3 di aprile. Questa lettura, il terzo aumento consecutivo, ha battuto le aspettative degli economisti di -26 e segna il massimo da due anni.
I prezzi del petrolio salgono (Wti +0,16% a 82,94 dollari al barile e Brent +% a dollari al barile) con l’esercito israeliano vicino ad attaccare Rafah, nonostante gli appelli internazionali. Un portavoce del governo di Netanyahu ha detto che l'operazione di terra di Israele sta procedendo, ma non ha fornito una tempistica. Prosegue intanto a New York la protesta contro la guerra a Gaza degli studenti della Columbia University, che hanno contestato il presidente della Camera, Mike Johnson, durante la sua visita. Mentre gli Stati Uniti nelle ultime settimane hanno consegnato segretamente a Kiev missili a lungo raggio Atacms, come ha riferito il 24 aprile un funzionario Usa. Nello stesso giorno il presidente americano, Joe Biden, ha firmato una legge a lungo dibattuta che stanzia miliardi di dollari di nuovi aiuti all'Ucraina per la guerra contro la Russia. Kiev ha intanto approvato restrizioni sul rilascio dei passaporti per gli uomini tra i 18 e i 60 anni, mentre cerca di risolvere il problema del ricambio delle truppe al fronte.
Sul listino milanese tengono banco alcune trimestrali. Stm cade del 3,76% a 37,76 euro dopo aver abbassato le stime sui ricavi per l’intero esercizio del 2024 in seguito a un primo trimestre difficile: ricavi pari a 3,47 miliardi di dollari, in calo del 18,4% anno su anno. In termini sequenziali, i ricavi netti sono diminuiti del 19,1%, 320 punti base al di sotto del valore intermedio della guidance di Stm. Il margine lordo è sceso al 41,7% (-800 punti base rispetto allo stesso trimestre del 2023, -380 pb trimestre su trimestre) e l’utile netto ha segnato un -50,9% a 513 milioni di euro.
Vendite anche su Moncler, -2,10% a 65,4 euro, che ha archiviato il primo trimestre con ricavi consolidati pari a 818 milioni di euro, in crescita del 16% a cambi costanti (+13% a cambi correnti). Premiata, viceversa, la trimestrale di Eni (+0,97% a 15,38 euro) che ha visto un utile netto adjusted di 1,58 miliardi euro, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo del 2023 e poco sopra 1,56 miliardi del consensus fornito dalla società, e un utile operativo proforma adjusted di 4,12 miliardi, in flessione del 30%. Post conti, Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 3 euro su Saipem (-0,18% a 2,17 euro).
E se Webuild (-0,09% a 2,186 euro) da inizio anno ha acquisito 5,5 miliardi di euro di nuovi ordini e ha confermato la guidance per il 2024 con ricavi attesi maggiori di 11 miliardi, un ebitda oltre 900 milioni e una cassa netta superiore a 400 milioni, Fitch ha alzato il rating della Popolare di Sondrio (+0,53% a 7,54 euro) a BBB- con un outlook stabile.
Da monitorare anche Mediobanca (-0,62% a 13,56 euro) e Generali (-0,35% a 22,95 euro) dopo che il Parlamento Europeo ha approvato i testi su Basilea 3 e sulla gestione delle crisi, congelando le variazioni di prezzo dei titoli di Stato nei bilanci delle banche fino al 2025. Per Mediobanca non ci sarà pressione a cedere quote in Generali grazie alle modifiche sul Danish Compromise.
Infine, Tim flette dello 0,98% a 0,2232 euro. Il nuovo consiglio, a seguito delle deliberazioni dell'assemblea dei soci, ha provveduto a nominare Alberta Figari alla presidenza e confermare Pietro Labriola nel ruolo di amministratore delegato.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,14% il future sull’Eurostoxx50) in scia a quelle asiatiche e a Wall Street. Pesa la caduta di Meta Platforms. Il titolo della società di Mark Zuckerberg è arrivato a perdere il -15% nell'afterhours, dopo aver previsto ricavi tra 36,5 e i 39 miliardi di dollari per il secondo trimestre del 2024, una stima inferiore alle attese degli analisti a causa dell'aumento dei costi dell'intelligenza artificiale. Ciò ha sollevato preoccupazioni sul potenziale che l’intelligenza artificiale potrebbe offrire alle aziende tecnologiche, in termini di profitto, dati gli investimenti molto più elevati del previsto da sostenere. A poco sono bastate le rassicurazioni di Zuckerberg che «una volta che i nostri servizi Ai avranno raggiunto le necessarie dimensioni, abbiamo una tradizione di saperli monetizzare efficacemente».
I futures di Wall Street anticipano un avvio in calo (-0,18% quello sul Dow Jones e -0,68% quello sull’S&P500) con il rendimento del Treasury Usa a 10 anni che resta elevato al 4,65%, come il rendimento del Btp 10 anni al 3,95%. A breve il Tesoro americano metterà in asta 70 miliardi di dollari di titoli di debito a cinque anni come il rendimento del Btp 10 anni al 3,95%. L’euro sale dello 0,08% a 1,07 dollari in attesa di alcuni dati macro. Alle 8 l’indice sulla fiducia dei consumatori Gfk a maggio della Germania (precedente: -27,4 punti; consenso: -26 punti), alle 08:45 l’indice sulla fiducia imprese manifatturiere francesi ad aprile (precedente: 102 punti; consenso: 103 punti), mentre dagli Usa alle 14:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: invariate a 212.000) e il pil del primo trimestre del 2024 advance (precedente: +3,4%; consenso: +2,1%) per chiudere alle 16 con l’indice pending home sales a marzo (precedente: +1,6% mese su mese).
Inoltre, si segnala che alle 10 è prevista la pubblicazione del bollettino economico della Bce. Il 24 aprile anche il presidente della Bundesbank ha aperto all’ipotesi di un taglio dei tassi di interesse a giugno. Ma lo ha fatto avvertendo che vuole vedere più dati prima di esprimersi in tal senso e che «al momento non sono ancora pienamente convinto che l’inflazione tornerà al valore obiettivo in maniera tempestiva e sostenibile». Joachim Nagel, presidente della Banca centrale della Germania, e che come tutti i suoi pari dell’area euro siede nel Consiglio direttivo della Bce - che per le decisioni di politica monetaria tornerà a riunirsi il 6 giugno - ha anche messo le mani avanti sulle mosse successive a giugno: un taglio «non sarebbe necessariamente seguito da una serie di riduzioni dei tassi. Data l’incertezza attuale non possiamo pre impegnarci su un particolare percorso». Nagel tornerà a parlare oggi, 25 aprile, alle 17:15. Prima di lui alle 10 parla Schnabel, alle 10:20 Vujcic e alle 19:30 Panetta. Alle 13 è attesa la decisione sui tassi della Banca centrale turca.
Sul listino milanese tengono banco alcune trimestrali. Stm ha chiuso il primo trimestre 2024 con ricavi pari a 3,47 miliardi di dollari, in calo del 18,4% anno su anno. In termini sequenziali, i ricavi netti sono diminuiti del 19,1%, 320 punti base al di sotto del valore intermedio della guidance di Stm. Il margine lordo è sceso al 41,7% (-800 punti base rispetto allo stesso trimestre del 2023, -380 pb trimestre su trimestre) e l’utile netto ha segnato un -50,9% a 513 milioni di euro.
Mentre Moncler ha archiviato il primo trimestre con ricavi consolidati pari a 818 milioni di euro, in crescita del 16% a cambi costanti (+13% a cambi correnti) ed Eni con un utile netto adjusted di 1,58 miliardi euro, in calo del 46% rispetto allo stesso periodo del 2023 e poco sopra 1,56 miliardi del consensus fornito dalla società, e un utile operativo proforma adjusted di 4,12 miliardi, in flessione del 30%. Post conti, Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 3 euro su Saipem.
E se Webuild da inizio anno ha acquisito 5,5 miliardi di euro di nuovi ordini e ha confermato la guidance per il 2024 con ricavi attesi maggiori di 11 miliardi, un ebitda oltre 900 milioni e una cassa netta superiore a 400 milioni, Fitch ha alzato il rating della Popolare di Sondrio a BBB- con un outlook stabile.
Da monitorare poi Mediobanca e Generali dopo che il Parlamento Europeo ha approvato i testi su Basilea 3 e sulla gestione delle crisi, congelando le variazioni di prezzo dei titoli di Stato nei bilanci delle banche fino al 2025. Per Mediobanca non ci sarà pressione a cedere quote in Generali grazie alle modifiche sul Danish Compromise.
Occhio ancora a Tim. Il nuovo consiglio, a seguito delle deliberazioni dell'assemblea dei soci, ha provveduto a nominare Alberta Figari alla presidenza e confermare Pietro Labriola nel ruolo di amministratore delegato.
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