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Milano: titoli in rialzo, Brunello Cuccinelli e Prysmian in evidenza

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib rimbalza e chiude in netto rialzo (+4,7%) con Unicredit e Tim. Dollaro in picchiata dopo dati macro Usa | IL VIDEO

10 aprile 2025, 08:07 Ultimo aggiornamento: 17:42

L’euro balza a 1,11 dollari e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,31% dopo che l'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è diminuito dello 0,1% a marzo su base mensile. Aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione. Wall Street negativa | Trump: pausa nell’applicazione dei dazi, che scendono al 10% per tutti. A eccezione della Cina, contro cui salgono al 125%

  • Ore 15:30 Wall Street in rosso dopo inflazione Usa
  • Ore 14:40 Futures Usa in negativo. Rendimento T-bond in calo al 4,3%
  • Ore 13:50 Il Ftse Mib rimbalza con forza nonostante i futures Usa negativi, svettano Tim e Nexi
  • Ore 12:45 Ftse Mib sopra 35.000, l'Ue sospende per 90 giorni i dazi contro gli Usa
  • Ore 11:35 Il Ftse Mib corre con gli industriali, lo spread risale a 121: tassi in calo all'asta Bot
  • Ore 10:00 Il Ftse Mib corre verso 35.000 con Prysmian e Interpump super star. Lo spread scende a 119
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib vola con Stellantis e Prysmian. Attesi tassi in calo all’asta Bot
  • Ore 08:00 Volano i futures sulle borse europee, oro sopra 3.100 dollari con scontro Usa-Cina

Il Ftse Mib rallenta un po’nel finale e chiude a 34.277 punti, in rialzo del 4,7%. Il rimbalzo riesce a tutte le blue chip, con Unicredit a guidare il paniere grazie a un balzo dell’8,4%. Sul podio anche Tim (+8,3%) e Banco Bpm (+7,6%). Bene Prysmian che guadagna il 7,5%. Spread Btp/Bund a 122 punti.

Chiudono in rialzo anche le altre borse europee (Francoforte +4,5%, Parigi +4,2%, Londra +3,2%), mentre Wall Street scambia sotto la parità nonostante un rallentamento insperato dell’inflazione a marzo. «L’indice dei prezzi al consumo ha mostrato un inatteso rallentamento, con il dato generale in calo dello 0,05% su base mensile e il core in aumento di appena lo 0,06%. Su base annua, l'inflazione complessiva si è attestata al 2,4%, mentre quella core al 2,8%. Questi dati suggeriscono un indebolimento delle pressioni sui prezzi, nonostante le preoccupazioni sui potenziali impatti inflazionistici derivanti dalla recente introduzione dei dazi e dai negoziati in corso da parte dell'amministrazione americana», spiega Dan Siluk, portfolio manager di Janus Henderson. 

Ore 15:30 Wall Street in rosso dopo inflazione Usa

Wall Street apre in calo con il Dow Jones che parte cedendo l’1,7%, l’S&P 500 il 2,2% e il Nasdaq il 2,7% dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti nel mese di marzo. L’indice dei prezzi al consumo (cpi) ha evidenziato, su base annuale, un rialzo del 2,4%, inferiore alle attese del mercato (fissate per un +2,5%). Su base mensile il cpi ha mostrato un calo dello 0,1% (aspettative fissate per un +0,1%). L’indice core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una crescita del 2,8%, prima volta sotto al 3% dal marzo 2021 (previsioni del mercato al 3%). «Le basse pressioni inflazionistiche aumentano le probabilità di una Fed “dovish”, ovvero avere un atteggiamento molto più accomodante del previsto per sostenere la ripresa economica e il mercato del lavoro Usa», osserva Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. 

All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib si mantiene in netto rialzo a quota 34.513 punti (+5,5%). Rimbalzano tutte le blue chip dopo le pesanti perdite dei giorni scorsi, la migliore è Prysmian che guadagna il 9,4%. Spread Btp/Bund a 122 punti. 

Ore 14:40 Futures Usa in negativo. Rendimento T-bond in calo al 4,3%

I futures statunitensi accelerano al ribasso (-2,12% quello sull’S&P500 alle 14:40), l’euro balza a 1,11 dollari (+1,62%) e il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,31% dopo che l'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è diminuito dello 0,1% a marzo su base mensile. A febbraio aveva registrato un aumento dello 0,2%.

Su base annua, l'indice complessivo è salito del 2,4%, risultando in rallentamento rispetto al +2,8% del mese precedente. A pesare sul dato mensile è stato il calo del 2,4% dell'indice energetico, trascinato del forte ribasso dei prezzi della benzina (-6,3%), che ha più che compensato gli aumenti delle tariffe per elettricità e gas naturale.

Tuttavia, l’inflazione core, che esclude alimentari ed energia ed è il dato più monitorato dalla Fed, è aumentata dello 0,1% a marzo, dopo il +0,2% di febbraio. Su base annua, il dato core è cresciuto del 2,8%, segnando il rialzo più contenuto dal marzo 2021. Inoltre, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 223.000 unità, 4.000 in più rispetto al dato della settimana precedente. Secondo i dati Lseg, i trader si attendono almeno tre tagli dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Fed quest'anno, a partire da giugno.

Milano consolida il rialzo (+5,85% a 34.646 punti) con Tim (oltre +9%), gli industriali (Interpump il migliore con un +8,86%) e le banche (Fineco con un +9,35%). Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Bce, ha detto che l'Europa deve eliminare gli ostacoli all'integrazione bancaria, poiché un sistema finanziario frammentato, con regole e consuetudini nazionali diverse, rende il blocco dei Paesi Ue vulnerabile a shock e instabilità.

Ore 13:50 Il Ftse Mib rimbalza con forza nonostante i futures Usa negativi, svettano Tim e Nexi

I futures Usa restano negativi (-1,25% quello sul Dow Jones e -1,70% quello sull’S&P500) per l’imprevedibilità di Donald Trump e i timori che, nonostante lo stop di 90 giorni dei dazi reciproci, ci sarà comunque una recessione negli Stati Uniti (probabilità al 50% secondo Pimco). Alle borse europee per ora basta la tregua. Così a Milano l’indice Ftse Mib rimbalza del 6,39% a 34.820 punti alle 13:50 con tutte le blue chip positive. Exploit di Nexi (+11%) e Tim (+10%). Lo spread Btp/Bund staziona a 120,7 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,83% dopo l’asta Bot andata a segno.

«Trump ha concesso una tregua, non ha firmato la pace. La reazione dei mercati è stata storica, ma resta tattica. La Fed osserva, ma non si sbilancia. L’Europa risponde. La Cina incassa, ma rilancia. I grandi investitori leggono in tutto questo l’inizio di un nuovo ordine commerciale, non la fine delle tensioni», avverte Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Il rally? Violento, tecnico, spettacolare. Ma tutt’altro che strutturale». Comunque, il Vix, l’indice della paura, si è sgretolato. «La volatilità si è liquefatta. Il VIX è crollato del 35,72%, da 50,98 a 33,63 punti, ancora alto. È il più ampio calo giornaliero nella storia dell’indice. Una reazione emotiva, più che razionale. La tregua è iniziata. Ma non è detto che duri», conclude Debach.

Ore 12:45 Ftse Mib sopra 35.000, l'Ue sospende per 90 giorni i dazi contro gli Usa

L'Unione europea sospende per 90 giorni le prime contromisure ai dazi Usa dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato una tregua temporanea sui pesanti dazi reciproci che aveva imposto a decine di Paesi. I mercati azionari europei restano in netto rialzo, anche se sotto i massimi intraday: il Dax guadagna il 5,7%, il Cac40 il 5,79%, il Ftse100 il 4,72% e il Ftse Mib il 6,97% a 35.011 punti alle 12:45 con tutte le banche in rialzo in media dell’8% e la maggior parte dei titoli industriali come Stellantis, Stm, Prysmian, Interpump che rinmbalzano del 10%. I Paesi membri del blocco Ue avevano concordato il lancio di contro-dazi su circa 21 miliardi di euro di importazioni statunitensi a partire da martedì 15 aprile, in risposta ai dazi del 25% di Trump su acciaio e alluminio.

Le politiche del presidente Trump delle ultime settimane hanno eroso la fiducia nel dollaro, secondo il consigliere della Bce, Francois Villeroy de Galhau. L’euro resta in netto rialzo dell’1,15% a 1.106 dollari. Il governatore della Banca di Francia ha anche detto che il protezionismo e l'imprevedibilità dell'amministrazione Trump sono «elementi negativi» per l'economia statunitense.

Ore 11:35 Il Ftse Mib corre con gli industriali, lo spread risale a 121: tassi in calo all'asta Bot

L’indice Ftse Mib ritraccia leggermente dal massimo intraday a 35.468 punti e alle 11:35 guadagna il 6,1% a 34.727 punti con lo stop per tre mesi dei dazi reciproci Usa. I futures statunitensi scendono (-1,65% quello sul Dow Jones e -2,15% quello sull’S&P500) dopo il rimbalzone del 9 aprile. Sul listino milanese continuano a recuperare oltre l’8% alcune banche come Unicredit e Intesa Sanpaolo e alcuni industriali come Prysmian, Stm, Stellantis e Tim. Lo spread Btp/Bund risale a 121,46 dopo l’asta Bot. Il rendimento del Bot a un anno ha toccato in asta il minimo da settembre 2022, passando dal 2,337% del collocamento di metà marzo al 2,122%. Il Tesoro ha assegnato un totale di 8,5 miliardi di euro tra Bot a 12 mesi (7 miliardi) e una riapertura a 60 giorni (1,5 miliardi).

Restano le perturbazioni commerciali tra Usa e Cina

La Casa Bianca ha anche annunciato un ulteriore aumento dei dazi su tutte le importazioni cinesi, con le ultime aliquote che raggiungono il 125%. «Il balzo da oltre il 50% a oltre il 100% potrebbe sembrare significativo, ed effettivamente questi livelli sono proibitivi e rischiano di causare concrete perturbazioni commerciali», avverte Wenli Zheng, Portfolio Manager, China Evolution Equity Strategy di T. Rowe Price.

Ma impatto limitato sull'economia cinese

Il settore immobiliare cinese costituisce oltre il 20% del suo prodotto interno lordo. Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano solo il 3-3,5% del pil cinese, evidenziando l'impatto diretto relativamente limitato del commercio statunitense sull'economia globale cinese. «Per valutare l'impatto dei dazi sull'economia cinese, si consideri che le esportazioni costituiscono il 18% del pil cinese, con le esportazioni dirette verso gli Stati Uniti che rappresentano il 15% di tale cifra», aggiunge Zheng. «Ciò si traduce in circa il 2,7% del pil cinese, o 3%-3,5% se si includono le diversioni commerciali e le riesportazioni di beni intermedi».

Ore 10:00 Il Ftse Mib corre verso 35.000 con Prysmian e Interpump super star. Lo spread scende a 119

L’indice Ftse Mib corre verso 35.000 punti grazie alla tregua sui dazi Usa. L’indice milanese delle blue chip segna un +6,5% a 34.888 punti alle 10 con lo spread Btp/Bund in calo a 119,8 punti base e con le azioni che guadagnano da un minimo del +4% a un massimo del +11% (Interpump).

Rimbalzano con forza anche Prysmian (+10,16%) e Stm (+8,9%), questa dopo che il Consiglio di Sorveglianza ha espresso il suo rinnovato supporto al ceo, Jean-Marc Chery, al presidente e cfo Lorenzo Grandi e ai manager, «soprattutto nella loro capacità di eseguire la trasformazione in tempi difficili per l'industria dei semiconduttori». Il 9 aprile il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che l'atteggiamento del governo italiano, azionista del gruppo, «sarà di critica e opposizione» nei confronti del management e dell’ad Chery.

L’euro continua a salire a 1,102 dollari (+0,76%) in attesa del dato sull’inflazione Usa. Mentre a febbraio l’indice destagionalizzato della produzione industriale in Italia è diminuito dello 0,9% rispetto a gennaio. Al netto degli effetti di calendario è calato, in termini tendenziali, del 2,7%. I giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di febbraio 2024.

Ore 09:05 Il Ftse Mib vola con Stellantis e Prysmian. Attesi tassi in calo all’asta Bot

Le borse europee schizzano (+7,9% il Dax, +1,67% il Cac40, +5,7% il Ftse100 e +1,92% a 33.359 punti il Ftse Mib ma con quasi tutte le blue chip sospese per eccesso di rialzo) con lo stop di 90 giorni ai dazi reciproci Usa, mentre restano quelli al 125% sulla Cina, oltre che quelli al 25% sulle auto e sull’acciaio e alluminio. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore l'annuncio del presidente statunitense, Donald Trump, di una pausa. «Ho sempre sostenuto la necessità di un accordo tariffario zero per zero tra l'Unione europea e gli Stati Uniti», ha detto Ursula von der Leyen.

Attesi tassi in calo all’asta Bot

La mossa a sorpresa del tycoon, arrivata meno di 24 ore dopo l'entrata in vigore di nuovi e pesanti dazi sulle importazioni da decine di partner commerciali, riporta un po' di calma tra gli investitori, almeno nel breve termine. Tanto che Goldman Sachs ha ridotto le probabilità di recessione negli Stati Uniti dal 65% al 45%. La forte impennata dei rendimenti registrata questa settimana e le notizie di ingenti liquidazioni di obbligazioni, soprattutto Treasury Usa (al 4,31% il 10 anni), hanno sollevato preoccupazioni sul deterioramento della liquidità del mercato.

In questo contesto, lo spread Btp/Bund scende a 118 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,85%. Il Tesoro colloca 8,5 miliardi di euro di Bot: 7 miliardi del Buono 14 aprile 2026 insieme a 1,5 miliardi di una riapertura a vita residua 60 giorni del titolo 13 giugno 2026. Il 9 aprile sul mercato grigio, segnala Reuters, il titolo aprile 2026 viaggiava a un rendimento del 2,03% rispetto al 2,337% di metà marzo. Se confermato in sede di asta, si tratterebbe del minimo da agosto 2022.

A Milano volano banche e industriali

Sul listino milanese molti titoli di banche (Intesa Sanpaolo teorico +1,5%, Mps +14,20% e Bper +17,3%) e industriali (Stellantis teorico +17%, Prysmian +17,8% e Pirelli +8,95%) non fanno prezzo. Lattuale scenario macroeconomico in peggioramento rende ancora più evidenti le controindicazioni dell'offerta lanciata da Mps su Mediobanca (+13,21% teorico), secondo il ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel.

Intanto Barclays ha alzato il target price su Generali (+6,5% teorico), di cui Mediobanca detiene il 13,1%, da 24 a 25 euro (rating underweight) e JP Morgan e BlackRock hanno ridotto le rispettive partecipazioni in Banco Bpm (+11,41%) al 2,093% a partire dal 2 aprile, da una precedente partecipazione del 3,057%, secondo quanto comunicato dalla Consob.

Nel settore petrolifero Eni (+9,49% teorico) si aspetta che gli investitori interessati all'acquisto di una quota di minoranza in Plenitude, controllata di energie rinnovabili e retail valutino la società più di 10 miliardi di euro, debito incluso, come ha detto Francesco Gattei, chief transition and financial officer del gruppo.

Attenzione ancora a Stm (+15,12% teorico). I membri francesi del supervisory board hanno votato a favore dell'ingresso di Marcello Sala a cui si sono opposti tre consiglieri indipendenti che hanno diritto di veto. 

Invece, Italgas (stabile a quota 6,435 euro) riunisce l’assemblea sia ordinaria sui piani azionariato diffuso e stock grant sia straordinaria sull’aumento di capitale per l'acquisizione di 2i Rete Gas.

Ore 08:00 Volano i futures sulle borse europee, oro sopra 3.100 dollari con scontro Usa-Cina

Borse europee attese in corsa in avvio di seduta (+7,83% il future sull’Eurostoxx50) dopo che con una mossa a sorpresa Donald Trump ha annunciato il 9 aprile che sospende per tre mesi, nel giorno della loro entrata in vigore, i dazi reciproci ai Paesi che hanno manifestato l'intenzione di negoziare, mantenendo, però, per tutti la tariffa base del 10%. Discorso diverso per la Cina, contro cui sono scattati dazi sino al 125% dopo che Pechino ha annunciato, a sua volta, tariffe dell'84% sul made in Usa.

Via ai negoziati, anche con la Cina 

Quindi all'Ue sarà applicata solo la tariffa di base del 10%, entrata in vigore il 5 aprile, nonostante le misure di ritorsione preparate da Bruxelles. Gli Stati Uniti si aspettano che anche l'Unione Europea rinvierà i suoi dazi di 90 giorni.

«L'Europa ha imposto dei dazi di ritorsione, ma ha detto che non entreranno in vigore prima di un paio di settimane. Penso che quello che succederà è che saranno rinviati di 90 giorni, così avranno il tempo di negoziare con il presidente senza avere nulla in sospeso», ha detto il segretario al Commercio Howard Lutnick. Dan Jorgensen, commissario europeo per l'Energia, in un'intervista sul Financial Times, ha detto che l'Unione Europea prenderà in considerazione la possibilità di acquistare più gas naturale dagli Stati Uniti

Trump è pronto ad «accordi equi con tutti i i Paesi» e si è detto convinto che anche Pechino voglia un accordo: il presidente cinese «Xi sa benissimo cosa deve fare, ci faremo una telefonata e sarà tutto risolto», ha affermato il tycoon.

Ancora tensione sui Treasury in attesa dell’inflazione Usa

I futures statunitensi tirano il fiato (-0,01% quello sul Dow Jones e -0,35% quello sull’S&P500) dopo la volata del 9 aprile di Wall Street, resta alta la tensione sui Treasury Usa 10 anni (rendono il 4,29% dal 4,4% precedente) e di riflesso sui Btp 10 anni (3,8%). Mentre il dollaro arretra ancora nei confronti dell’euro che vale 1,098 (+0,39%) in attesa  alle 10 della produzione industriale a febbraio dell’Italia (precedente: +3,2% mese su mese), alle 14:30 delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: -6.000 unità a 219.000) e dell’inflazione a marzo (precedente: +0,2% mese su mese, +2,8% anno su anno), compresa quella core (precedente: +0,2% mese su mese, +3,1% anno su anno).

Diversi gli interventi dei banchieri centrali

Inoltre sono diversi i banchieri entrale che intervengono. Lato Bce, alle 11:15 Tuominen, alle 14 Buch e alle 18 Donnery. Lato Fed, alle 14:30 Barkin, alle 15:30 Logan, alle 16 Schmid e Bowman, alle 18 Goolsbee e Harker. Tutti i partecipanti all'ultima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, erano d'accordo nel tenere i tassi d'interesse fermi, vista l'incertezza dell'outlook, secondo quanto è emerso dai verbali della riunione del 18-19 marzo, pubblicati il 9 aprile. Quasi tutti i banchieri, vedevano rischi tendenti al rialzo per l'inflazione e tendenti al ribasso per l'occupazione.

Oro sopra 3.100 dollari con scontro Usa-Cina

Mentre i prezzi del petrolio continuano a scendere (futures sul Wti -0,83% a 61,83 dollari al barile e sul Brent -1% a 64,81 dollari al barile), quello dell’oro spot sale poiché gli investitori si sono riversati sul bene rifugio per eccellenza dopo che gli Stati Uniti hanno aumentato i dazi sulla Cina, il principale consumatore di metalli, intensificando la già accesa guerra commerciale, nonostante una sospensione di 90 giorni dei dazi per altri Paesi. L'oro spot sale dell’1% a 3.123 dollari l'oncia (massimo a 3.132 dollari l’oncia). Nella sessione precedente, il metallo prezioso aveva registrato la sua migliore giornata da ottobre 2023. I futures sull'oro statunitense crescono dell’1,91% a 3.138 dollari. 

«Se entreremo in un periodo di crescita lenta, che è la nostra ipotesi di base, pensiamo che i tassi d'interesse finiranno per scendere e ciò spingerà l'oro verso l’alto, poiché le preoccupazioni sull'inflazione ci accompagneranno per gran parte dell'anno a causa degli effetti dei dazi», ha affermato l'analista di Marex, Edward Meir. «Alla fine vediamo la possibilità che l’oro arrivi a 3.200 dollari entro fine mese, se non prima. L'oro, considerato una copertura contro le incertezze globali e l’inflazione, è salito di oltre il 18% nel 2025, spinto principalmente dai piani tariffari di Trump, dalle aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed, dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in Ucraina e dai forti acquisti da parte delle banche centrali.

A Milano occhio a Mediobanca, Mps, Generali, Banco Bpm, Eni, Stm e Italgas

Lattuale scenario macroeconomico in peggioramento rende ancora più evidenti le controindicazioni dell'offerta lanciata da Mps su Mediobanca, secondo il ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel. Intanto Barclays ha alzato il target price su Generali, di cui Mediobanca detiene il 13,1%, da 24 a 25 euro (rating underweight) e JP Morgan e BlackRock hanno ridotto le rispettive partecipazioni in Banco Bpm al 2,093% a partire dal 2 aprile, da una precedente partecipazione del 3,057%, secondo quanto comunicato dalla Consob.

Nel settore petrolifero Eni si aspetta che gli investitori interessati all'acquisto di una quota di minoranza in Plenitude, controllata di energie rinnovabili e retail valutino la società più di 10 miliardi di euro, debito incluso, come ha detto Francesco Gattei, chief transition and financial officer del gruppo.

Attenzione ancora a Stm. I membri francesi del supervisory board hanno votato a favore dell'ingresso di Marcello Sala a cui si sono opposti tre consiglieri indipendenti che hanno diritto di veto. 

Invece, Italgas riunisce l’assemblea sia ordinaria sui piani azionariato diffuso e stock grant sia straordinaria sull’aumento di capitale per l'acquisizione di 2i Rete Gas. (riproduzione riservata)



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