La borsa Italiana ha un problema di liquidità. A fine 2023 la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari ammontava a 574 miliardi di euro (586, sommando anche Euronext Growth Milan) con un rapporto sul pil del 28%. Un balzo in avanti rispetto al 2022 – quando la capitalizzazione si era attestata a 476 miliardi con un rapporto su Pil del 24% – ma ancora troppo poco rispetto ad altre piazze europee. Per non parlare di Wall Street, lontanissima non solo dal punto di vista geografico.
Per provare a rendere più competitivo il mercato finanziario, nella primavera dello scorso anno il governo ha varato il ddl Capitali, approvato in via definitiva dal Senato a fine febbraio. Ma un esempio virtuoso potrebbe arrivare da Oltremanica: nel tentativo di superare la bassa liquidità del London Stock Exchange, il premier britannico Rishi Sunak ha lanciato un incentivo fiscale per incoraggiare gli investimenti in borsa tramite i conti di risparmio individuale: 5 mila sterline di bonus che si sommano a quello, già esistente, da 20 mila sterline l'anno con esenzione fiscale sulle plusvalenze. Un modello replicabile anche in Italia?
Domanda. Pochi investitori istituzionali, pochi privati, poca liquidità: questa la diagnosi, ormai cronicizzata, di Borsa Italiana. Giulio Centemero, deputato Lega: c'è un modo per rivitalizzarla?
Risposta. Lato offerta, il neo approvato ddl Capitali, insieme al bonus Ipo, offre un aiuto concreto. Lato domanda, bisogna invece intervenire facendo in modo che aumentino gli investitori, per esempio coinvolgendo non solo soggetti come Cdp, Invitalia ed Mcc ma anche le casse e i fondi pensione. Un primo passo può essere quello di modificare ulteriormente le «regole di ingaggio» del Patrimonio Destinato. Nel dl Anticipi abbiamo già lavorato per l’aumento di liquidità sul secondario eliminando l’unicità di possesso dei Pir: ora dovremmo provare a creare dei Pir evergreen e altri strumenti finanziari che spingano il retail sui mercati domestici.
D. Nei giorni scorsi la Gran Bretagna ha varato un nuovo bonus per incentivare i cittadini a investire nel London Stock Exchange, che ha problemi simili a Milano ma con una capitalizzazione decisamente maggiore. Un modello replicabile anche in Italia?
R. Assolutamente sì. Penso che dovremmo iniziare con l’estendere le agevolazioni dedicate a start-up e pmi innovative anche, e almeno, agli investimenti in società quotate sugli Mtf: del resto, Egm Pro ben si presta alle start-up.
D. In Italia, in realtà, ci sarebbero già i Pir a cinque anni e fisco zero. Uno strumento che tuttavia, sembra non riuscire a decollare. Cosa non funziona?
R. L’unicità di possesso era un bottleneck che abbiamo rimosso: la scadenza a cinque anni ha fatto sì che i mercati si «svuotassero» in coincidenza della stessa, i limiti quantitativi all’investimento annuo hanno reso più difficile il lavoro dei gestori che hanno potuto cogliere meno opportunità di investimento. Insomma, tanti sono i fattori sui quali intervenire.
D. A inizio dicembre scorso Borsa Italiana, Equita e Università Bocconi hanno lanciato il Manifesto per lo sviluppo dei mercati dei capitali, un decalogo per rianimare Piazza Affari salutato con favore dal governo: si sta muovendo qualcosa in concreto?
R. Ho assistito alla presentazione e ne condivido i contenuti. Prima della stessa, eravamo intervenuti su uno dei punti menzionati che è l’eliminazione dell’unicità di possesso dei Pir. Sul resto il sottosegretario al Mef, Federico Freni, sta lavorando di concerto con il suo ministero e il Parlamento. Sono ottimista: insieme alla community finanziaria formiamo una squadra coesa e determinata.
D. L'Italia siede su una montagna di risparmi: 1572 miliardi di euro a fine 2023. Come fare a sbloccarli? Sul fronte obbligazionario, ci si è riusciti con il Btp Valore a tassi agevolati: e su quello azionario?
R. Pir riformati, Eltif, e poi altri strumenti che stiamo provando a disegnare.
D. Oltre a Londra, ci sono altri esempi virtuosi che l'Italia può importare?
R. Va sempre osservato il primo della classe per imitare gli esempi virtuosi ed evitare errori già commessi. Credo che dovremmo prestare maggiore attenzione alle best practices di Wall Street: il mio sogno è che si creino delle porte girevoli tra Milano e New York. La competizione è globale, dobbiamo volare alto. (riproduzione riservata)