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Borsa Italiana: giovedì 27 giugno il primo sciopero della storia

18 giugno 2024, 10:00 Ultimo aggiornamento: 10:45

La data è da segnare in rosso sul calendario: giovedì 27 giugno, nelle ultime due ore della giornata e fino alla fine del servizio, è stato proclamato il primo storico sciopero con astensione dal lavoro della storia di Borsa Italiana. A lanciare il messaggio sono state, con una nota, le organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl e Fisac Cgil presenti nel gruppo Borsa Italiana. Ancora non è chiaro, in mancanza di numeri precisi sull’adesione alla mobilitazione, cosa succederà quel giorno sui mercati. A muovere la mobilitazione, si legge nella nota, è «il costante, sistematico e complessivo disinvestimento dall’Italia del gruppo Euronext (di cui la borsa milanese fa parte, ndr), e lo svuotamento dall’interno delle strutture italiane». 

 


Altre ragioni vengono elencate dalla nota che annuncia lo sciopero. In primis «la preoccupazione per la tenuta occupazionale sul territorio nazionale», mentre si delineano «progetti di delocalizzazione e nearshoring di intere aree di attività fuori dall’Italia, l’azienda continua a rifiutarsi di fornire garanzie e intraprendere percorsi condivisi di tutela dei posti di lavoro». C’è poi una motivazione salariale: secondo i sindacati infatti l’azienda non ha corrisposto ai suoi dipendenti gli aumenti salariali previsti dal contratto collettivo del settore del credito «attraverso l’assorbimento degli ad personam». Una decisione «incomprensibile considerando i risultati record del gruppo».

 


Le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori di borsa lamentano inoltre «un profondo disagio legato all’organizzazione del lavoro», che ha portato al ricorso «sistematico e strutturale agli straordinari, mettendo a repentaglio la salute psicofisica dei lavoratori». Non a caso, oltre alla mobilitazione di bandiera che ci sarà il 27 giugno ne sono previste altre 16, spalmate tra le diverse aziende del gruppo (Borsa Italiana, Monte Titoli, Cassa Compensazione e Garanzia e Mts), che prevedono l’astensione dalle attività straordinarie e lo sciopero della reperibilità.

 


Ultimo punto, ma non per importanza, è quello che riguarda la governance. I sindacati temono infatti che le società del gruppo Borsa Italiana stiano progressivamente perdendo la loro autonomia in favore della capogruppo francese. «Notiamo uno spostamento dei ruoli apicali in altre aree geografiche del gruppo Euronext», sottolineano i sindacati, e questo nonostante «la rilevanza nazionale dell’infrastruttura di mercato». A rischio ci sarebbe niente meno che «la tenuta della competitività complessiva del sistema Paese». Immediata la replica di Euronext e del gruppo Borsa Italiana. Una nota diffusa dalla società che gestisce i mercati finanziari pubblici tricolore ha confermato la «collaborazione costruttiva con le rappresentanze sindacali», ribadendo anche che «grazie all'impegno dei nostri colleghi e agli investimenti significativi del gruppo Euronext in Italia, obiettivi ambiziosi come lo sviluppo della Clearing House italiana a livello europeo e la migrazione dei mercati italiani sulla piattaforma Optiq sono diventati realtà». Negli ultimi 12 mesi peraltro, prosegue il comunicato, «abbiamo assistito a un livello senza precedenti di creazione di posti di lavoro: oltre 100 nuove posizioni sono state create dall'integrazione di Borsa Italiana nel nuovo gruppo». Inoltre, «abbiamo effettuato forti investimenti in formazione e compensi variabili, sottolineando il nostro impegno nel supportare e valorizzare il talento dei nostri collaboratori». Il piano strategico di Euronext, conclude la replica, «enfatizza la mutualizzazione delle operazioni e l'ottimizzazione dei processi esistenti per reinvestire nelle nuove aree di crescita e consolidare la presenza italiana in un gruppo paneuropeo più forte». (riproduzione riservata)



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