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Bonus edilizi, coinvolgere le Compagnie farebbe bene al mercato e ai controlli
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Bonus edilizi, coinvolgere le Compagnie farebbe bene al mercato e ai controlli

07 marzo 2022, 16:00 Ultimo aggiornamento: 16:06

Considerare come costi eleggibili per il credito d'imposta anche le polizze postume decennali sulle opere sismiche e Rpo sulle opere di efficientamento energetico permetterebbe un ulteriore controllo sulla qualità di tali interventi da parte delle Compagnie

Giorgio Gallone è docente di diritto delle assicurazioni e, in qualità di amministratore delegato del general contractor Nazione verde, ha avuto modo di misurare sul campo l'efficacia dei vari decreti che hanno finora disciplinato la concessione dei Bonus Edilizi. A lui MF ha chiesto un punto della situazione, dopo i recenti interventi del governo volti a reprimere le frodi da Bonus, nonché se ci possa essere qualche ulteriore accorgimento da prendere.

Domanda. Qual è la sua analisi sui più recenti interventi del legislatore sui bonus edilizi?
Risposta. Giustifico la stretta del Governo, prima con il Decreto Antifrodi, poi con il divieto di cessioni successive dei crediti attraverso il Dl Sostegni Ter, con l’emergenza di dover arginare la piaga delle frodi di cui tutti siamo venuti a conoscenza. Qui però occorre sottolineare che solo il 3% delle frodi sono derivate dal Superbonus 110%  e che la quasi totalità è avvenuta con il Bonus Facciate e l’eco-bonus. Ciò significa che l’impianto del Superbonus, di cui molti lamentavano le difficoltà burocratiche, in realtà è stato un valido deterrente alle frodi.

D. Si spieghi meglio.
R. Anzitutto c’è il sistema dei massimali di spesa e poi le asseverazioni da parte di tecnici iscritti ad albi professionali e il visto di conformità del commercialista. Sono tante le figure professionali che dovrebbero partecipare alla truffa… Finora ha funzionato, tanto che il Decreto Antifrodi altro non ha fatto che allargare tali adempimenti anche ai bonus minori.

D.E le ultime norme sulla circolazione dei crediti ai soli intermediari finanziari?
R. Limitare la circolazione dei crediti generati dai bonus edilizi ai soli intermediari finanziari vigilati è la soluzione giusta. Infatti, con il supporto di tali soggetti il sistema della cessione crediti consente la tracciabilità del credito sin dall’origine e un controllo preventivo da parte del cessionario, che attuerebbe autonomamente l’attività di due diligence tecnica e legale permettendo di proseguire nella portata espansiva dell’intervento così come originariamente pensato. Da potenziare inoltre sono i poteri di intervento preventivi dell’Agenzia delle Entrate utilizzando ed incrociando le numerose banche dati disponibili così da bloccare sul nascere i tentativi di frode. Infine,  molto valida la previsione di legare il singolo bonus edilizio a un unico codice identificativo, così da tracciare ogni successiva operazione di cessione del credito in quanto, allo stato attuale, una volta che il credito è monetizzato sul cassetto fiscale del contribuente, se ne perde traccia con il trasferimento ad altro soggetto.

D. Come può avvenire il controllo autonomo dei cessionari vigilati?
R. Le Banche e gli altri intermediari finanziari che stanno operando in questo settore acquistano i crediti soltanto dopo una attenta attività di verifica sulla effettività e legittimità dell’intervento sottostante. Tale attività è normalmente svolta da una parte terza indipendente. Lo Stato di fatto avrebbe al suo fianco uno strumento di controllo ulteriore a costo zero, messo in campo dagli operatori finanziari.

D. Che cosa si può fare ancora per oliare ancor di più la procedura?
R. Un accorgimento che mi deriva dalla mia passione per l’ambito assicurativo: offrire ai clienti delle polizze postume decennali sulle opere sismiche e RPO sulle opere di efficientamento energetico (cappotto, impermeabilizzazioni, infissi). Le Compagnie assicurative che sottoscrivono tali rischi farebbero verificare da parti terze specializzate la qualità di tali interventi. Per esempio, nella società che guido, Nazione Verde, lo facciamo già in qualità di general contractor. Ma il costo dei premi di tali polizze oggi non è tra quelli eleggibili. Se il legislatore obbligasse il rilascio di tali polizze, otterrebbe un ulteriore ausilio di controllo anche qualitativo sugli interventi.



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