Ubs ha avviato, mercoledì 8 novembre, il collocamento delle attese obbligazioni subordinate Tier 1 (bond At1), la prima emissione dopo la svalutazione da parte di Credit Suisse di circa 17 miliardi di dollari di debito subordinato proprio di questo tipo avvenuto in seguito al salvataggio della banca elvetica confluita in Ubs lo scorso marzo.
Oggi Ubs sta quindi collocando sul mercato primario due tranche di obbligazioni perpetue denominate in dollari richiamabili (callable) fra cinque e dieci anni, secondo quanto riporta Bloomberg. ll rendimento, in fase iniziale, si aggira attorno al 10% per la tranche più breve e intorno al 10,125% per quella più lunga. Il collocamento dovrebbe concludersi in serata. Nel complesso, le due tranche potrebbero ammontare 3 miliardi di dollari.
La nuova emissione rafforzerà il capitale At1 di Ubs, un importante cuscinetto che aiuta le banche a rispettare i requisiti patrimoniali di base senza fare affidamento all’equity, più costoso. Ubs ha recentemente richiamato un'obbligazione da 700 milioni di dollari di Singapore (519 milioni di dollari Usa) e una nota da 2,5 miliardi di dollari callable a gennaio 2024, riporta Bloomberg.
Le nuove obbligazioni hanno un rendimento interessante, attorno al 10%, con gli attuali At1 in dollari sul mercato, sempre di Ubs, che offrono una media di circa il 9,6% (rendimento calcolato alla prossima call). Le note contengono inoltre un meccanismo che consente di convertire i bond in azioni ordinarie. «Sembra un’emissione a buon mercato rispetto alla concorrenza e, a mio parere, sarà sottoscritta in modo significativo», il commento di Laurent Frings, responsabile della ricerca sul credito per conto di Aegon Asset Management. «Anche il meccanismo di conversione azionaria – probabilmente una risposta alla storia di Credit Suisse – è positivo», ha aggiunto l’analista.
«In termini di probabilità di vedere verificarsi un altro caso (come quello di Credit Suisse, ndr) con gli azionisti protetti ma i detentori di At 1 no, questo modello di bond è decisamente migliore», ha aggiunto Frings. La liquidazione degli AT1 di Credit Suisse a marzo nell’ambito dell’accordo di salvataggio di Ubs ha scosso il mercato, provocando il più grande crollo giornaliero nella storia di questa asset class. Una modifica dell'ultimo minuto alla legge svizzera ha permesso che la cancellazione di valore andasse avanti anche se gli azionisti di Credit Suisse sono riusciti a preservare un minimo di valore nell'operazione.
Con il passare dei mesi, il mercato degli AT1 si è ripreso e anche i bond di Ubs. Le principali banche europee hanno continuato a richiamare dal mercato le loro obbligazioni e le emissioni sono ricominciate con le prime offerte denominate in euro a giugno. Bnp Paribas è stato il primo istituto a collocare un At1 in dollari. La banca francese ha modificato i termini di contratto delle obbligazioni in modo che si possano convertire in azioni anziché essere svalutate/cancellate se il coefficiente patrimoniale scende al di sotto di un livello prestabilito.
L'emissione di Ubs è «un tentativo di ripristinare la fiducia nel mercato riguardo a questi strumenti», il commento di Ugo Lagrotta, consulente che ha lavorato per Ubs fino allo scorso anno. «Sono convinto che in futuro ci sarà un migliore allineamento tra le giurisdizioni (Ue, Svizzera, ndr) del settore. Non mi aspetterei di vedere un altro evento come quello a cui abbiamo assistito a marzo», ha concluso. (riproduzione riservata)