Offrire una cedola fissa elevata in uno scenario di tassi di interessi in calo. Con queste premesse Intermonte torna sul mercato dei bond destinati agli investitori retail, proponendo due obbligazioni emesse da Goldman Sachs, una in euro e una in dollari, con tasso fisso cumulativo e opzione di richiamo anticipato annuo.
Il primo dei due titoli è quello denominato in euro: scade nel febbraio 2042 (17 anni) e prevede un tasso fisso lordo del 5,3% pagato cumulativamente a scadenza. Le regole del gioco sono chiare: Intermonte offre un tasso elevato ma per accedere al maxi-cedolone finale bisogna aspettare. Da febbraio 2026 inoltre può essere esercitato il rimborso anticipato al 100% del valore nominale più gli interessi maturati fino a quel momento.
Struttura simile anche per l’obbligazione in dollari, che ha una durata di 16 anni e un tasso fisso più elevato rispetto alle omologhe in euro: 9% lordo annuo (va sempre comunque considerato il rischio di cambio) pagato cumulativamente a scadenza nel febbraio 2041 o in caso di rimborso anticipato.
Che posto meritano questo tipo di bond in un portafogli di investimento? Nelle intenzioni di Intermonte simili prodotti sono stati studiati «per adattarsi alla view di consenso che vede tassi in calo nel breve periodo e che favorisce strutture richiamabili, perché aumenta la probabilità di un loro richiamo da parte dell’emittente, offrendo un rendimento competitivo a fronte di un orizzonte temporale più contenuto», spiega Michele Fanigliulo, responsabile Soluzioni di Investimento della divisione digitale della investment bank.
Per Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte, «se si sposa l’ipotesi di dazi puntivi da parte degli Usa, finalizzati a negoziare su altri fronti, l’effetto crescita potrebbe prevalere sull’effetto prezzi». I tassi a lungo termine «potrebbero riprendere gradualmente a calare rendendo potenzialmente più attraenti i bond a tasso più elevato». (riproduzione riservata)