Con il Btp decennale che rende il 4,78%, il tema dei titoli di Stato in portafoglio torna centrale. Da un lato un rendimento così alto deriva da un anno di aumenti costanti del costo del denaro da parte della Bce, dall’altro è dovuto anche allo spread, il differenziale fra quanto rende il debito tedesco e quello italiano, che venerdì 29 settembre si aggira attorno al 190 punti. Questo significa che il Btp rende circa il 2% in più del Bund. Da un lato è un buon punto di partenza per chi acquista il debito italiano, dall’altro bisogna sapere che quando lo spread è alto e 200 punti iniziano a entrare nel faro degli investitori esteri, vuol dire che l’elevato debito italiano torna a far discutere in Europa.
Un dato interessante è anche quello fiscale. Infatti, come ha ricordato lo stesso Mef nella nota in cui annuncia l’emissione a ottobre del nuovo Btp Valore, i titoli di Stato italiani non sono soggetti a tassa di successione. Non lo sono neppure quelli comunitari e il debito collocato da governi in white list, quelli che garantiscono con l’Italia adeguata attività scambio di informazioni finanziarie ai fini fiscali.
Ecco perché, in attesa dell’arrivo del nuovo Btp Valore, milanofinanza.it ha cercato alcuni titoli di Stato con rendimento interessante, fino al 6,6%. Qui sotto la tabella.
A selezionare i titoli Giacomo Alessi, analista obbligazionario di Finint Private Bank. «Il momento è molto delicato nel mondo dei tassi d’interesse governativi, da un lato quasi tutti i rendimenti globali sono in aumento da tre mesi viste le incertezze le future fasi economiche poco pronosticabili, dall’altro diversi titoli iniziano ad offrire rendimenti sufficienti a godere di una rendita soddisfacente a rischio contenuto», spiega Alessi a milanofinanza.it.
Btp e Treasury Usa sono in rialzo di «circa 90/100 punti base sulle scadenze decennali in soli 100 giorni e il solo aumento del petrolio potrebbe pesare decisamente sull’inflazione nel breve e lungo periodo in più l’inflazione core è ancora un tema che destabilizza visto che tendenzialmente batte le stime in tutto il mondo occidentale», sottolinea l’analista.
La Fed ha reso noto come questo ciclo di rialzo dei tassi potrebbe essere vicino alla fine, «ma lontano da un ciclo ribassista, ovvero i tassi rimarranno su questi livelli ma per avere effetto sull’inflazione dovranno rimanere su questi livelli più a lungo di quanto ipotizzato finora», ricorda l’esperto. Il difficile contesto potrebbe anche essere «un’occasione di investimento per chi ha un orizzonte temporale di lungo termine e per chi vuole costruire un portafoglio a basso rischio, rendimento alto e imposta sostitutiva al 12,5%».
La selezione dei titoli in tabella risponde alle esigenze di chi vorrebbe ricevere un tasso cedolare stabile, «senza alti rischi e con una duration contenuta. Nella selezione abbiamo preferito inserire titoli di scadenza molto corta o decennale», spiega Alessi.
Nel corto pare più conveniente «comprare titoli di alta qualità che offrono rendimenti decisamente alti come i Treasury oltre il 5% o il Bund oltre il 3%. Sul lungo termine l’investimento principe per un italiano rimane il Btp ma si può sempre diversificare un po' il portafoglio sia a livello di valuta - con dollari e sterline, che costituiscono le tre più importanti al mondo – sia a livello di emittente e con titoli di maggiore qualità come Unione europea, Spagna, Irlanda, Slovacchia e Germania e con titoli di maggiore rendimento come Ungheria e Romania», spiega Alessi. Che ricorda come «tutti i titoli sono esenti da imposta di successione essendo Paesi ed enti sovranazionali iscritti alla white list ovvero la lista dei Paesi con trasparenza finanziaria». (riproduzione riservata)