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GILBERTO PICHETTO FRATIN MINISTRO AMBIENTE
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Bollette, governo Meloni pronto a varare il decreto nonostante i dubbi di Bruxelles

17 febbraio 2026, 20:30

Il decreto atteso in Cdm per il via libera: restano le perplessità della Commissione europea sulla revisione del meccanismo di tassazione delle emissioni di Co2

Poche ore per limare, aggiustare e raccogliere consensi. Ma il governo Meloni sembra aver trovato la linea comune. Il decreto Bollette è atteso nel primo pomeriggio di mercoledì 18 febbraio all’esame del Consiglio dei ministri, nonostante le perplessità mosse dalla Commissione europea su alcune misure che l’esecutivo vuole mettere in campo per tagliare il costo dell’energia a imprese e famiglie e su come finanziarle.

Il pacchetto è sotto stretta osservazione di Bruxelles soprattutto per la complessa revisione del meccanismo europeo degli Ets (Emission trading system). «Quando sarà approvato dal processo nazionale, la Commissione europea valuterà la compatibilità del decreto con la legislazione europea», ha dichiarato una portavoce della Commissione durante il briefing con la stampa di martedì 17.

Ciononostante la linea concordata dall’esecutivo italiano sembra essere quella di andare avanti con il provvedimento e, in caso, gestire i problemi (o una nuova procedura d’infrazione) con l’Europa più avanti. Anche il ministro dell’Ambiente e dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, che ha fatto una telefonata con il commissario europeo Raffaele Fitto, ha più volte rimarcato uno «sforzo massimo» per la riuscita del provvedimento. 

Le misure attese per famiglie e redditi bassi 

Nel disegno del governo, il decreto dovrebbe portare sgravi a famiglie e imprese da 2,5 a 3 miliardi di euro, grazie all’attuazione di misure ad hoc. Per le famiglie, in particolare, il dl prevede due misure. La prima è un contributo straordinario di 90 euro, che nel testo potrebbe salire a 100 euro, per i circa 4,5 milioni di utenti che percepiscono il bonus sociale (Isee fino a 9.796 euro, o 20 mila euro con almeno 4 figli).

La seconda misura per le famiglie è un contributo volontario sul prezzo dell’energia del primo bimestre che i venditori potranno concedere, nel biennio 2026-2027, a quei clienti domestici che hanno un Isee inferiore a 25 mila euro e che non sono non titolari di bonus. Due provvedimenti che dovrebbero costare circa 315 milioni di euro. 

Il nodo sulla revisione degli Ets, l’ipotesi aiuti di Stato

La parte del decreto che presenta più insidie è quella a favore delle imprese, in particolare le difficoltà legate all’articolo 5 del provvedimento. Quest’ultimo riguarda la revisione del sistema degli Ets, il meccanismo di tassazione delle emissioni di Co2 dell’Unione europea che viene pagato dagli impianti industriali, tra cui le centrali a gas, per compensare le emissioni carbonio.

L’intenzione del governo è quella di sterilizzare l’impatto degli oneri sulle imprese che producono elettricità con il gas, mettendo in campo un meccanismo che sposterebbe tali importi nelle bollette della luce dei consumatori. Visto che in Italia il gas determina il prezzo in oltre il 50% delle ore per tutta l’energia che viene prodotta, il risultato finale della sterilizzazione degli Ets abbasserebbe il prezzo per i consumatori. 

Questo meccanismo ha però due ordini di problemi, il primo di carattere internazionale, perché l’Unione Europea ha già dichiarato di essere contraria alla revisione unilaterale del meccanismo Ets, e il secondo di ordine nazionale, visto che cambierebbe le regole del gioco per l’intero settore (mettendo in discussione piani di investimento già deliberati) e rischia di compromettere gli accordi tra regioni e produttori di energia idroelettrica che sono stati annunciati nei giorni scorsi.

Non si esclude, secondo alcune fonti, che l’esecutivo possa decidere di intervenire facendosi carico degli oneri attraverso un aiuto di Stato. La premier ha infatti più volte rimarcato che l’abbattimento del costo dell’energia è la «priorità» del governo, nell’ultimo anno di legislatura. C’è poi un’ultima spiaggia: quella proposta da Matteo Salvini. «Penso che sarà doveroso chiedere alle banche, che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e al governo, un ulteriore contributo anche per le bollette», ha tuonato il vicepremier. (riproduzione riservata) 



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