Cambia l’assetto societario di Enervit. L’azienda di integratori e alimenti per sportivi, partner anche del campione di tennis Jannik Sinner, è controllata dalla famiglia Sorbini fin dalla nascita nel 1976 e nei giorni scorsi i fratelli Maurizia Maria, Giuseppe e Alberto Sorbini hanno iniziato a conferire le loro azioni in tre holding appena costituite. L’obiettivo è rivedere il loro 50,3% collettivo in un nuovo patto parasociale, in scadenza a novembre 2028, e le regole di governance del gruppo.
Lo schema appena approvato, che sostituisce un precedente patto del 2023, si basa sulla creazione delle holding M2PA (Maurizia Maria), Malmoria (Giuseppe) e Amrast (Alberto). I tre fratelli, figli del fondatore Paolo Sorbini, stanno quindi spostando le loro quote in questi veicoli: Giuseppe e Alberto, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Enervit, hanno quasi il 18% a testa, Maurizia Maria circa il 15%.
Il totale supera di poco la maggioranza assoluta e arriva al 50,3%, quota che i fratelli hanno deciso di vincolare attraverso un accordo che prevede la consultazione, il voto comune in assemblea e la presentazione di una lista unica per la nomina di amministratori e sindaci. In più il patto include anche l’impegno a distribuire agli azionisti, come dividendi, una percentuale dell’utile che può variare tra il 20% e il 50% ogni anno.
Nel capitale di Enervit, quotata in borsa sul mercato principale, oltre alla famiglia Sorbini c’è un socio di minoranza, la Duke Investment di Nerio Alessandri (patron di Technogym), con il 31%, mentre il flottante è intorno al 19%.
Gli ultimi numeri del gruppo restituiscono ricavi per 77 milioni di euro al 30 settembre, in aumento del 4,2% rispetto ai 73,9 milioni ottenuti dei primi tre trimestri dello scorso anno grazie alla spinta delle vendite all’estero (+15,6%). L’utile netto - in questo caso l’ultimo dato disponibile è quello al 30 giugno - è salito a 3 milioni, con un incremento dell’11,8% dai 2,7 milioni del primo semestre 2024.
L’Italia resta il primo mercato con vendite di barrette e integratori Enervit per quasi 60 milioni in nove mesi (+0,2%), pari ai due terzi del totale. L’intero settore nel Paese beneficia di un giro d’affari in continua, crescita che nel 2025, secondo le stime della società di analisi Iqvia, vale circa 5,2 miliardi di euro. Ma Enervit vede espandersi anche i ricavi ottenuti all’estero, che al 30 settembre erano arrivati a 10 milioni. (riproduzione riservata)