Blackstone a ritmo di rock. il colosso newyorkese del private equity da un trilione di dollari di masse ha la meglio sul connazionale Apollo nella battaglia di rilanci miliardari per aggiudicarsi Hipgnosis Songs Fund (Hsf).
Il gruppo fondato da Stephen Schwarzman – che in Italia oltre nel mattone ha investito anche in Mundys e in Aspi – ha messo sul tavolo un’offerta di buyout del valore di quasi 1,6 miliardi di dollari per il fondo britannico di cataloghi musicali proprietario dei diritti di cantanti come Neil Young, Shakira, Red Hot Chili Peppers, Blondie e Justin Bieber.
Creata dal musicista Nile Rodgers e dall’ex manager di Beyoncé ed Elton John Merck Mercuriadis, Hsf era salita alla ribalta delle cronache finanziarie nel 2021 per essersi aggiudicata, fra le prime operazioni nel mercato musicale, i cataloghi delle canzoni del rocker canadese e della band americana per quasi 300 milioni di dollari. Da una decina di giorni aveva intrapreso un braccio di ferro di offerte e controfferte con Alchemy Copyrights, meglio nota come Concord che fa capo al fondo Apollo.
L’ha spuntata Blackstone che nell’ultimo giro ha rilanciato con 1,3 dollari per azione, valutando tutta Hsf circa 1,57 miliardi. Il board di Hipgnosis ha raccomandato agli azionisti di accettare l’offerta del fondo di Schwarzman, voltando le spalle ai 1,5 miliardi proposti invece giovedì scorso da Concord e su cui pure inizialmente aveva acceso il disco verde.
Fino a pochi mesi fa il portafoglio di circa 150 cataloghi musicali vantava ancora un valore patrimoniale netto di 3 miliardi, rivisto dopo aver registrato lo scorso anno ricavi in calo e perdite triplicate. Con il boom dello streaming, Blackstone aveva già investito un miliardo di dollari nel mercato musicale, proprio in partnership con Hipgnosis Songs per creare Hipgnosis Songs Management, azienda di consulenza di Hipgnosis per gli artisti. (riproduzione riservata)