Il più importante fondo di private credit di Blackstone ha registrato deflussi netti per 1,7 miliardi di dollari nel primo trimestre. Le richieste di rimborso dal veicolo Blackstone Private Credit da 82 miliardi di dollari (Bcred) che effettua prestiti alle imprese, sono salite al 7,9% del patrimonio nell’ultimo trimestre. Il fatto non è passato inosservato, martedì il titolo del colosso del private equity perde oltre il 6% a Wall Street, da inizio anno ha ceduto il 30% della capitalizzazione, arrivata a 140 miliardi di dollari.
I riscatti vengono osservati da vicino perché rientrano in un settore, quello del private credit, che vale 2.000 miliardi di dollari, messo sotto pressione nel corso dell’ultimo anno, da una serie di sofferenze e fallimenti, come ha avvertito più volte Jamie Dimon. L’amministratore delegato di JP Morgan ha infatti citato la presenza di «scarafaggi» nei mercati: se ne emerge uno, non è un caso isolato, ne spunteranno diversi altri.
Il fondo di Blackstone è un veicolo semi-liquido, offre agli investitori retail la possibilità di vendere le quote periodicamente anche se gli asset sottostanti non vengono mai o quasi masi scambiati dal momento che non sono quotati. Di fatto il fondo agisce come intermediario, fa il market maker. Il fatto è che pochi giorni fa un altro operatore simile, Blue Owl, ha deciso di sospendere i rimborsi di uno suo fondo di private credit spaventando gi investitori, spesso persone facoltose, che negli ultimi anni avevano destinato centinaia di miliardi di dollari al comparto.
Blackstone, dal canto suo, ha soddisfatto tutte le richieste di rimborso dopo che «la società e i suoi dipendenti hanno investito 400 milioni di dollari per contribuire a coprirle», scrive il Financial Times. Il gruppo, che ha sede a New York, ha raccolto 2 miliardi di dollari di nuovi impegni nel trimestre, ma ha ricevuto richieste di rimborso per 3,7 miliardi.
«La nostra convinzione in Bcred si fonda sulla solidità del portafoglio e sul track record», ha scritto il gruppo in una comunicazione alla Securities and Exchange Commission statunitense, l’autorità di controllo della Borsa Usa. Bcred è stato un veicolo di crescita importante di Blackstone: lo scorso anno il fondo ha prodotto 1,2 miliardi di dollari in commissioni di gestione, consulenza e performance, pari al 13% dei ricavi complessivi del gruppo.
Gli analisti di Barclays hanno scritto, prima della pubblicazione dei risultati trimestrali del fondo che, «considerati i livelli di commissioni superiori alla media, oltre alle commissioni di performance trimestrali, i flussi di questi fondi sono fondamentali (per tutto il gruppo, ndr)». La domanda, ora, hanno ripreso gli esperti, «è quanto durerà questa situazione».
Bcred è il primo grande fondo a comunicare i rimborsi trimestrali, mentre veicoli di private credit gestiti da Ares Management, Apollo Global, Blue Owl e HPS Investment Partners (di BlackRock) si trovano ancora in una finestra temporale in cui consentono agli investitori di uscire. Per ora i fondi sono riusciti a coprire le richieste di rimborso grazie ai nuovi afflussi, ma siamo arrivati ai deflussi netti, un fatto che inizia ad erodere i cuscinetti di liquidità del settore. I manager dicono di essere ben preparati grazie alla presenza di linee di credito bancarie e a portafogli di prestiti più liquidi che potrebbero essere ceduti per far cassa se necessario. (riproduzione riservata)