I terminali Bloomberg, considerati uno strumento essenziale per gli investitori professionali, hanno smesso di funzionare per circa due ore, impedendo l’accesso a prezzi in tempo reale, dati di mercato e notizie finanziarie.
Il blackout ha avuto un impatto significativo, in particolare nel Regno Unito e in Portogallo, dove le rispettive aste obbligazionarie sono state posticipate per consentire agli investitori di presentare le loro offerte.
«I nostri sistemi stanno tornando alla piena operatività e le funzionalità del terminale sono state ripristinate dopo il disservizio di questa mattina», ha dichiarato Ty Trippet, portavoce di Bloomberg. In precedenza, un operatore del servizio clienti aveva parlato di un problema globale che aveva coinvolto una parte degli utenti. Secondo una fonte vicina alla società, il malfunzionamento sarebbe riconducibile a un problema interno, la cui causa è ancora oggetto di indagine.
Il terminale Bloomberg, che può costare oltre 28 mila dollari l’anno per ogni postazione nelle aziende con più abbonamenti, è il cuore dell’impero fondato nel 1981 da Michael Bloomberg. La società, che oggi genera ricavi stimati in oltre 13 miliardi di dollari annui, conta oltre 355 mila utenti terminale nel mondo ed è uno dei tre principali fornitori globali di dati finanziari insieme a Lseg e S&P Global.
L’interruzione ha avuto effetti immediati sui mercati. A Londra la Debt Management Office del Regno Unito ha concesso un’estensione di 90 minuti per la presentazione delle offerte su un’asta di titoli con scadenza 2031, che si è comunque conclusa con successo, con la vendita di bond per circa 5,7 miliardi di dollari. In Portogallo, una simile asta prevista in tarda mattinata è stata rinviata al pomeriggio.
Durante il blackout, che ha interessato gran parte della sessione mattutina nel Regno Unito, i prezzi di azioni, valute e obbligazioni non venivano aggiornati. Anche il servizio di chat in tempo reale, fondamentale per la comunicazione tra trader e investitori, era fuori uso, ha raccontato un gestore di hedge fund con sede a Londra.
Sebbene rari, eventi del genere non sono inediti. Già nel 2015 un guasto ai terminali Bloomberg aveva spinto le autorità britanniche a rinviare un’operazione di buyback del debito. Bloomberg, che mantiene un accordo di distribuzione con Dow Jones, editore del Wall Street Journal, per la diffusione di notizie finanziarie, è in diretta competizione con i principali circuiti informativi internazionali. (riproduzione riservata)