Il selloff che i mercati hanno visto venerdì allunga la mano sull'Asia che oggi viaggia in netto rosso. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei cede il 3,15%, Hong Kong il 2,8%, Shanghai l'1,11%. L'oro lascia sul terreno lo 0,5%, il petrolio Wti americano l'1,7% scivolando sotto i 120 dollari il barile (118,6).
In attesa del meeting della Fed mercoledì 15, il dollaro si porta ai massimi degli ultimi 20 anni, l'euro passa di mano a 1,0494, lo yen a 135,05, la sterlina a 1,2286, mentre i mercati vendono il T bond decennale il cui rendimento corre dal 3,03% di inizio sessione asiatica al 3,172%. I futures su Wall Street sono in profondo rosso (Nasdaq -2,05%). Forti vendite anche sulle criptovalute, il Bitcoin perde il 12,45% a 25.556 dollari, l'Ether il 20% a 1.350 dollari, il Ripple il 13,33% a 0,33147 dollari.
Il dollar index ai massimi degli ultimi 20 anni
I mercati temono che la Fed sceglierà di proseguire lungo di percorso di aumento dei tassi per limitare la corsa dell'inflazione causata dal rialzo delle materie prime, una mossa che rischia di causare la frenata dell'economia (se non recessione). A questo si aggiunga che il governo cinese sta effettuando di nuovo test di massa su milioni di persone a Shanghai chiudendo almeno cinque settori della città di 16, secondo quanto riporta Reuters, un mossa che nel weekend si è allargata anche a Pechino. Le due megalopoli tornano in lockdown dopo solo 10 giorni di parziale libertà di movimento.
Lunedì l'indice del dollaro (dollar index) è salito a 104,5, avvicinandosi ai livelli più alti degli ultimi 20 anni, spinto da dati sull'inflazione Usa pubblicati venerdì, superiori alle attese, che hanno aumentato le aspettative di una stretta monetaria ancora più aggressiva. I prezzi al consumo statunitensi hanno inaspettatamente accelerato a un nuovo massimo degli ultimi 40 anni dell'8,6% a maggio, aumentando la probabilità che la Federal Reserve continui con i suoi aumenti dei tassi di 50 punti base fino a settembre per combattere l'inflazione.
La settimana delle banche centrali: Fed, BoE, BoJ, Banca nazionale svizzera
La Fed dovrebbe realizzare il suo secondo aumento consecutivo del tasso di mezzo punto quando il board si incontrerà mercoledì. Gli investitori osserveranno anche le mosse di altre importanti banche centrali, con la Banca d'Inghilterra che alzerà nuovamente i tassi di interesse, mentre anche la Banca nazionale svizzera si prepara a iniziare il suo ciclo di inasprimento. Nel frattempo, la Banca del Giappone dovrebbe mantenere la sua posizione da ultra-colomba nonostante il rapido calo dello yen.
La Cina avverte Credit Suisse, Goldman Sachs e Ubs di non pagare troppo i top manager
La Cina ha avvertito alcuni dei più grandi nomi della finanza globale di non premiare troppo generosamente il personale che opera all'interno del Paese o potrebbero affrontare l'ira del Partito Comunista. I funzionari del partito, secondo quanto riporta Bloomberg, hanno chiesto a Credit Suisse, Goldman Sachs e Ubs di comunicare i dettagli su quanto pagano i loro migliori banchieri. "È un altro duro colpo per le grandi banche dopo anni di perdite o rendimenti scarsi" in Cina, sottolinea Bloomberg. Ora alcune di loro stanno rivalutando le prospettive e non paiono buone. (riproduzione riservata)