Bitcoin, nuovo monito di Savona (Consob): la sua forza sta nella segretezza cara a mafie ed evasori
Il presidente della Consob, Paolo Savona, lancia un nuovo allarme sui rischi per la stabilità monetaria derivanti dalle criptomonete. Questa volta lo ha fatto con un appello «all’unità» contro l’opacità del sistema dal palco del Forum dei Consumatori - Il potere delle piattaforme: il ruolo di consumatori, imprese e authority - organizzato da Consumers’ Forum e ospitato mercoledì 19 novembre presso il Cnel.
«La forza dei bitcoin è la segretezza», ha spiegato il presidente dell’authority, «perché è là che vanno gli evasori fiscali, il denaro della mafia, il denaro dei servizi perché così si riesce a contrastare il terrorismo». Più in generale, ha ricordato Savona, «tutte le ricchezze illecite si avvantaggiano di strumenti finanziari e virtuali che si sono per primi isolati non permettendo lo scambio di informazioni e non facendosi penetrare. La lotta, quindi, è questa: chi arriva prima si impossessa delle informazioni degli altri» e le usa.
Ma la battaglia non si ferma qui. «Il vero rischio è che chi arriva per primo può paralizzarci tutti i conti correnti, può paralizzare tutte le informazioni sul debito pubblico. Siamo di fronte a questo tipo di rivoluzione. Vogliamo mettere insieme tutte le forze, tutte le informazioni?». Anche perché i rischi, ha ricordato ancora Savona - che a suo tempo è stato tra i primi a sollevare il tema cruciale della vigilanza - non sono solo legati alle distorsioni che le cripto provocano sul mercato e sui sistemi di pagamento. Ma anche a ciò che si nasconde dietro di esse.
Savona è già intervenuto più volte, anche su questo giornale, per ricordare l’esigenza di una normativa che regoli tutto il settore coordinando l’opera di Consob, Bce e Banca d’Italia. E ha ribadito la necessità di approntare «contromisure urgenti» come «un Centro elettronico unico per la gestione dei dati sensibili», appellandosi direttamente ai «rappresentanti parlamentari» ai quali ha chiesto «apertamente la concessione delle informazioni» per fronteggiare «questo nuovo tipo di rivoluzione».
Non solo. Durante la recente edizione di Milano Capitali, il presidente della Consob ha sostenuto che occorre una nuova Bretton Woods per evitare una guerra valutaria condotta dall’utilizzo delle stablecoin denominate in dollari contro quelle denominate in euro. Forse l’euro digitale potrebbe avere la forza di sostituire le criptovalute. In un’intervista rilascia a Milano Finanza, il presidente dell’authority aveva esortato a compiere «un passo importante» a livello europeo, «così tutti ci educhiamo a passare attraverso i sistemi elettronici per gestire il sistema dei pagamenti».
Ma «dobbiamo trovare il modo di mettere in piedi un euro elettronico, non più solo digitale, sostenuto da uno strumento di sicurezza che dà garanzia e stabilità». D’altronde una volta c’era la Borsa fisica, poi si è arrivati alla Borsa digitale e, ora in digitale, c’è anche il mercato delle criptovalute. Dove, però, al momento, è tutto lasciato alla libertà privata. (riproduzione riservata)
In generale, ha ricordato Savona «tutte le ricchezze illecite si avvantaggiano di strumenti finanziari e virtuali che si sono per primi “isolati” non permettendo lo scambio di informazioni e non facendosi penetrare. La lotta, quindi, è questa: chi arriva prima si impossessa delle informazioni degli altri» e le usa.
Ma la battaglia non è solo questa. «Il vero rischio è che chi arriva per primo può paralizzarci tutti i conti correnti, può paralizzare tutte le informazioni sul debito pubblico. Siamo di fronte a questo tipo di rivoluzione. Vogliamo mettere insieme tutte le forze, tutte le informazioni? Serve un Centro Elettronico Unico e chiedo apertamente ai rappresentanti parlamentari la concessione delle informazioni», ha esortato Savona. (riproduzione riservata)