Nuove manovre nel venture capital italiano focalizzato sull’healthcare. Utopia Sis, società di investimento specializzata in healthcare e biomedicale, nelle scorse settimane ha approvato un aumento di capitale da 50 milioni di euro per allargare il parterre di soci che si affiancherà ai promotori Fondazione Golinelli (dell’omonima famiglia azionista di Alfasigma) e Fondazione di Sardegna, l’amministratore delegato Antonio Falcone, Crif e alcuni trust.
Data la natura della società di investimento semplice, all’aumento di capitale parteciperanno sicuramente investitori istituzionali, qualificati e professionali con una whitelist di soggetti già interessati a sottoscrivere la manovra finanziaria. Bisognerà invece valutare cosa decideranno di fare i promotori Fondazione Sardegna e Fondazione Golinelli, ma non si può escludere che possano anche scegliere di partecipare per una piccola parte, così da evitare una eventuale eccessiva diluizione. Il tempo per decidere c’è, visto che la finestra può restare aperta fino a 12 mesi, come da normativa.
L’aumento di capitale, però, non cambierà l’indirizzo strategico di Utopia Sis, ha confermato a MF-MilanoFinanza il ceo Falcone: «Restiamo focalizzati sull’healthcare e sul biomedicale; è il settore che conosciamo e c’è ancora spazio per crescere». «Fare investimenti non è semplice», ha aggiunto Falcone, «ma ci sono ancora molte opportunità, soprattutto con un modello come il nostro, che ci permette di fare scelte coraggiose e di medio periodo (grazie anche alle garanzie di Mcc fino all’80% dell’equity, ndr)».
Non a caso è possibile che entro la fine dell’anno si chiuda una nuova operazione, che aggiungerà un altra società al portafoglio composto da sei realtà (e valutato oltre 17 milioni di euro) del calibro di Lighthouse Biotech, T-One Therapeutics o Novavido.
Le prospettive rimangono solide: «Il nostro settore resta molto interessante. Dopo il boom post-Covid, c’è stato un ridimensionamento fisiologico, ma oggi il mercato è tornato a valori normali», ha spiegato Falcone, concludendo che Utopia «opera soprattutto nello sviluppo e nell’innovazione, quindi restiamo fuori dalle tensioni internazionali sui principi attivi (in cui l’Italia è tra i big di settore) e sui dazi». (riproduzione riservata)