Mentre le preoccupazioni per i dazi statunitensi stendono i mercati da entrambe le sponde dell’Atlantico, il leggendario investitore, Bill Gross, esorta i potenziali investitori a rimanere alla finestra. Il co-fondatore di Pacific Investment Management, dove si è guadagnato il soprannome di «Re delle obbligazioni», ha sottolineato che il peggior crollo del mercato azionario dai tempi della pandemia (bruciati oltre 400 miliardi in Ue e 2.000 miliardi a Wall Street) è un «evento di mercato profondo» con poche soluzioni all'orizzonte.
Gli investitori, quindi, non dovrebbero cercare di «afferrare un coltello che cade», ha detto in un messaggio sul social network X, sottolineando che le occasioni di oggi saranno disponibili anche domani e nei giorni successivi. «Questo è un evento epico a livello economico e di mercato, simile al 1971 e alla fine del Gold standard, ma con conseguenze negative immediate». Il Gold exchange standard durò fino al 1971 quando il presidente americano Nixon soppresse la convertibilità tra il dollaro e l'oro.
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato mercoledì 2 aprile nuove tariffe su larga scala a chi importa negli Stati Uniti. L’Unione Europea dovrà affrontare dazi del 20%, il Giappone del 24%, mentre la Cina sarà colpita da una tassa ancora più alta. Il risultato nel breve termine, secondo gli economisti, sarà un aumento dei prezzi negli Stati Uniti e una crescita più lenta, forse persino una recessione. The Donald ha abbracciato le tariffe come strumento per affermare il potere degli Stati Uniti e rilanciare la produzione interna. «Trump non può fare marcia indietro tanto presto», ha detto Gross. «È troppo macho per farlo».
Per ora il guru d Wall Street vede opportunità solo in titoli nazionali che offrono dividendi relativamente sicuri in un mondo di tassi di interesse in calo, come AT&T, Altria e Verizon Communications. Ma ha avvertito: «anche con questi bisogna fare attenzione: stanno entrando in un territorio di ipercomprato». Tutte e tre le azioni menzionate da Gross sono salite giovedì 3 aprile, nonostante il crollo dell’indice Dow Jones. AT&T ha un indice di forza relativa (Rsi) di 68,82, mentre quello di Verizon è 62,44 e quello di Altria di 52,86. L’Rsi è considerato in zona di ipercomprato quando supera i 70. Per un confronto, l’Rsi dell’S&P 500 è 31,92, i valori inferiori a 30 sono considerati livelli di ipervenduto. (riproduzione riservata)