Le parole ieri del presidente americano Joe Biden hanno aiutato a risollevare Wall Street e oggi anche l'Asia. Biden, secondo quanto ha riportato Reuters, ha detto che sta considerando l'idea di togliere i dazi sui beni cinesi in vigore dall'era Trump per combattere l'inflazione, aiutando in questo modo la Banca centrale americana. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei è sopra la parità (+0,3%), l'Hang Seng guadagna l'1,9%, Shanghai il 2%, mentre l'oro cede lo 0,2% a 1.837 dollari l'oncia e il petrolio Wti americano torna a rialzare la testa del 2,3% a 102,08 dollari il barile.
L'euro sale dello 0,12% a 1.0545, lo yen dello 0,06% a 130,38, la sterlina dello 0,16% a 1,2333, mentre il T bond è rientrato sotto il 3% (2,98%) e i futures su Wall Street sono positivi in media per lo 0,3%, a parte il Nasdaq (+0,8%).
Il tasso di inflazione annuale della Cina ha accelerato al 2,1% ad aprile 2022 dall'1,5% di marzo, al di sopra delle previsioni di mercato dell'1,8%. E' la lettura più alta dallo scorso novembre, tra le interruzioni logistiche causate dalle rigide misure Covid-zero. I prezzi dei generi alimentari sono saliti per la prima volta in cinque mesi, mentre il costo dei prodotti non alimentari è rincarato. La Cina ha fissato un obiettivo (Cpi) intorno al 3% per quest'anno, lo stesso del 2021.
L'inflazione dei prezzi alla produzione sempre in Cina è scesa al minimo degli ultimi 12 mesi dell'8,0% su base annuale sempre ad aprile dall'8,3% precedente ma superiore al 7,7% del consenso di mercato. Si tratta del sedicesimo mese consecutivo di aumento dei prezzi fra le misure del governo per stabilizzare la fiammata delle materie prime.
I futures sul greggio Wti sono balzati di oltre l'1%, superando i 101 dollari al barile oggi dopo aver perso il 9% nelle due sessioni precedenti, quando sono riemerse le sfide dal lato dell'offerta, con l'Ue che sta lavorando per ottenere supporto all'embargo sul petrolio russo mentre i principali produttori hanno avvertito che potrebbero non essere in grado di soddisfare la domanda senza ulteriori investimenti dal momento che negli anni passati non sono stati fatti a causa del programma di abbandono da parte del mondo delle materie prime fossili e inquinanti a favore della transizione energetica.
Gli analisti hanno scritto che l'impatto dell'embargo potrebbe essere limitato se il divieto venisse attenuato, ma i prezzi potrebbero comunque aumentare. Ieri il ministro dell'energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al-Mazrouei, ha avvertito che quando la richiesta di carburante si riprenderà dalla pandemia, l'Opec+ potrebbe non essere in grado di soddisfare la domanda senza ulteriori investimenti. Queste parole fanno seguito alle osservazioni del ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita secondo cui il mondo deve prestare attenzione non solo alla scarsa offerta di greggio, ma in generale alla capacità energetica che sta per esaurirsi.
Oggi i futures sulle azioni statunitensi viaggiano positivi mentre gli investitori analizzeranno con grande attenzione il report in uscita sull'inflazione per ottenere nuove informazioni sulla probabile direzione della politica monetaria. In una sessione altamente volatile, ieri il Dow è sceso per il quarto giorno consecutivo dello 0,26%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,25% e lo 0,95%. I nomi della tecnologia mega-cap hanno sovraperformato il mercato, con forti guadagni da parte di Apple (1,6%), Microsoft (1,9%) e Alphabet (1,7%).
Gli analisti hanno scritto che l'inflazione potrebbe aver raggiunto il picco. Nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, la Federal Reserve ha spiegato che "ulteriori sorprese negative sul carovita e sui tassi di interesse, in particolare se accompagnati da un calo dell'attività economica, potrebbero influire negativamente sul sistema finanziario". (riproduzione riservata)