I mercati azionari hanno registrato un forte rally, oltre il 20% dai minimi di settembre/ottobre 2022, con il Nasdaq e il Dax 40 che hanno guadagnato più del 30%. Un rally partito con il sostegno delle valutazioni a buon mercato dei titoli azionari e con indicatori tecnici che presentavano segnali di acquisto, spiegano gli analisti di Berenberg, che fanno il punto della situazione con il primo semestre 2023 in via di chiusura. Tre le ragioni del rally, ragionano gli esperti: 1) un forte delta macro positivo, 2) utili societari forti e 3) un contesto di liquidità favorevole nel mercato in dollari. Tuttavia, spiega Berenberg, «è difficile proiettare il supporto di queste tre dinamiche nei prossimi 3-6 mesi e sia gli indicatori di valutazione che quelli tecnici non sono così attraenti come lo erano a settembre/ottobre 2022». Agli analisti sembra che il rally «proceda a vuoto» e nel 2023 mantengono un approccio ai mercati azionari di tipo «vendi sul rally, acquista sui ribassi».
Segnali e venti contrari suggeriscono cautela: senza un supporto di validi indicatori o di altri parametri tecnici i mercati restano in balia di altri fattori. Per quanto riguarda i segnali, la curva dei rendimenti degli Stati Uniti mostra che le azioni a Wall Street hanno guadagnato circa il 15% dopo l'inversione della curva dei bond 3 mesi/10 anni che anticipava le recessioni prima di subire un calo di oltre il 30% a recessione conclamata. In questo senso, l’S&P 500 è salito del 14% da quando la curva dei rendimenti Usa, su questa base, si è invertita il 27 ottobre 2022. Ora, la recessione continua a essere una paura che serpeggia nei mercati, ma di fatto una decisa contrazione della crescita non è per ora emersa.
Vale la pena, quindi, secondo Berenberg, avviare in ogni caso una (buona) strategia di copertura (hedging) dal rischio. Come? Diversificando nel mercato dei derivati e negli asset reali/alternativi, dove Berenberg detiene il 40% della propria asset allocation. Questo include l'esposizione a contanti, oro e Bitcoin. All'interno dei mercati azionari, gli analisti sottolineano il fatto che la tecnologia Usa viene scambiata a livelli premium, al contrario di settori difensivi quali l'assistenza sanitaria e il settore cibo e bevande, che negli ultimi 30 anni hanno avuto la tendenza a beneficiare dell'esposizione inversa rispetto al tech. In Europa, Berenberg difende sia l'energia che le telecomunicazioni rispetto alla tecnologia. Preferisce inserire in portafoglio anche l'energia rispetto agli industriali come un'interessante forma di copertura da eventuali crash di mercato grazie a valutazione, buoni rendimenti flussi di cassa e solidi bilanci. Infine, gli analisti tedeschi mettono in evidenza i titoli europei e statunitensi su cui puntano in base a queste premesse: Shell, Total, Solvay, Stellantis, Roche, Merck, Alphabet, Cisco, Qualcomm e PayPal. (riproduzione riservata)