Ogni parrocchia diventi una Comunità Energetica Rinnovabile (cer): anche le chiese devono affrontare i problemi terreni come l’alto costo dell’energia, e pensare ai parrocchiani travolti dalla povertà energetica. Farlo all’insegna delle rinnovabili e dell’autoconsumo, come prevedono le Cer, potrebbe essere la via giusta grazie alle tariffe incentivate previste dal decreto del 23 gennaio 2024.
Per questo la Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, sta lavorando con il Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, a un vademecum per spiegare alle diocesi, ma anche ai singoli parroci come approfittare dei vantaggi di queste comunità per la produzione e la condivisione dei consumi con energia prodotta da impianti sostenibili.
Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Cei, è il più attivo sul campo, e sta già affiancando il ministero della Transizione energetica e il Gse nel promuovere questa conversione ecologica. «Le Cer sono in linea con le raccomandazioni di papa Francesco nell’Enciclica Laudato sii», spiega Don Bignami a MF-Milano Finanza. «Fare comunità rispettando l’ambiente e aiutando chi ha bisogno. Chiaramente non può esserci un modello standard valido per tutte le situazioni, perché ogni parrocchia è a sé. Questo è il motivo che ci ha spinto a individuare almeno tre formule diverse da adattare caso per caso».
Così, si può ipotizzare una diocesi che si faccia la sua Cer raccogliendo le parrocchie della zona, allargando l’adesione a enti religiosi e realtà locali, oppure si può pensare a unire le forze tra parrocchie, amministrazioni comunali ed enti del terzo settore. Infine, la terza ipotesi: parrocchia e parrocchiani, insieme.
«Il vademecum che presenteremo col Gse servirà a fare chiarezza. A fronte dell’investimento iniziale, siamo consapevoli che non tutte le parrocchie potranno farsi Cer. Anche considerando incentivi e contributi del Pnrr, la fattibilità finanziaria è comunque legata alla capacità di spesa. Ma ci auguriamo lo stesso che l’autoconsumo da fonti rinnovabili possa raggiungere il maggior numero di parrocchie e consumatori». (riproduzione riservata)