Bending Spoons si avvicina a un altro colpo miliardario. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe arrivata alle fasi conclusive la trattativa per rilevare Aol (America Online) da Yahoo, tanto che alcune fonti parlano di un possibile annuncio a stretto giro.
L’operazione, stando alle indiscrezioni delle scorse settimane, sarebbe impostata su una valutazione intorno a 1,4 miliardi di dollari. Fonti vicine all’azienda non hanno commentato le indiscrezioni.
Il nuovo deal, che giungerebbe a poche settimane dall’accordo per rilevare Vimeo per 1,38 miliardi di dollari con un delisting dal Nasdaq, sarebbe parte dalla campagna di acquisizioni portata avanti dal colosso tecnologico italiano creato e guidato dall’ad Luca Ferrari che potrebbe vedere ulteriori colpi nei prossimi mesi per un totale tra 3 e 3,5 miliardi di dollari. La campagna acquisti sarebbe finanziata in parte a debito e in parte con una nuova raccolta di capitali, che stando alle indiscrezioni si aggirerebbe intorno a 350 milioni di euro.
La raccolta di nuovi capitali, stando ai rumors circolanti sul mercato, sarebbe legata a doppio filo ai nuovi finanziamenti, con un contributo in equity intorno al 10% rispetto al debito che gli istituti bancari dovrebbero concedere a Bending Spoons. Di sicuro non ci saranno troppi problemi per Ferrari per reperire le risorse: il colosso italiano ha ormai raggiunto uno status unico per l’Italia e anche per l’Europa, visto che si sta ampliando a ritmi vertiginosi in un settore tradizionalmente dominato dalle big tech americane.
Da monitorare con attenzione allora saranno due aspetti del nuovo round: la valutazione e l'eventuale riassetto dei soci con diritti di voto. Secondo quanto risulta a questo giornale, in alcune operazioni secondarie concordate nel corso degli ultimi mesi la valutazione applicata sarebbe stata intorno ai 10 miliardi di dollari.
Infine, a oggi, i soggetti istituzionali con diritto di voto controllano poco più del 24% del capitale: Baillie Gifford circa il 6%, Nb Renaissance oltre il 5%, Cox Investments il 4%, StarTip (Tamburi Investment Partners) il 3%, Durable Capital il 2,7%, Nuo Capital (al 50% di Exor e di Wwicl, family office di Hong Kong) il 2% e Higland Europe l’1,4%. Il controllo non è comunque in discussione: come aveva rivelato questo giornale, i fondatori di Bending Spoons (oltre a Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e Luca Querella) hanno blindato la gestione a lungo termine di Bending Spoons grazie all’introduzione del voto multiplo nello statuto. (riproduzione riservata)