La Banca Centrale Europea taglia ancora i tassi di interesse portando quello di riferimento al 2,75% e conforta sul fatto che il processo inflazionistico sia sulla strada giusta. «Nell’area euro molti indicatori di fondo sull’inflazione segnalano che si attesterà al nostro target del 2% in maniera sostenibile nel medio termine», ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.
Al contempo la presidente è convinta che la debolezza, segnalata anche dai dati odierni sulla crescita del pil nella zona euro, proseguirà ancora nel breve termine, ma che non sia sinonimo di un blocco della ripresa. «La fiducia dei consumatori è peggiorata, ma il mercato del lavoro rimane robusto e, insieme agli aumenti salariali attesi, potrebbe stimolare i consumi e rafforzare l’economia», ha detto Lagarde, sottolineando che «la ripresa è in atto» e che l’Eurozona è passata da un 2023 di crescita molto bassa a un 2024 in cui la crescita è stata quasi doppia rispetto all’anno precedente. «È vero, non siamo ancora al potenziale, ma sicuramente siamo in ripresa e abbiamo buone ragioni per credere che i consumi daranno spinta alla crescita. C’è stata stagnazione dell’economia solo nel quarto trimestre ma non c'è stata stagflazione e l’inflazione sta scendendo».
Nonostante le buone prospettive delineate su crescita e inflazione, la presidente Lagarde non si è sbilanciata sui prossimi passi da fare. «Siamo ancora in territorio restrittivo e oggi sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci» sui tagli. Lo ha affermato la presidente della Bce nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Con la nuova riduzione da 25 punti operata oggi abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Non abbiamo discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime», ha aggiunto. «L’ipotesi di un taglio dei tassi più consistente oggi non è stata evocata, ha riferito, a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio».
Rispondendo infine a chi le ha chiesto del ruolo del bitcoin, Lagarde ha risposto di «essere fiduciosa che il bitcoin non entrerà a far parte delle riserve di alcuna delle banche centrali dell’Unione Europea», restando molto critica nei confronti dei crypto asset. «L’opinione che circola al Consiglio direttivo, e anche nel Consiglio generale, è che le riserve devono essere liquide, sicure, al riparo da sospetti di riciclaggio o attività criminali», ha concluso Lagarde. (riproduzione riservata)