Per la prima volta dal 2014, Barclays torna sul mercato dei bond subordinati Additional Tier 1 (At1) in valuta euro con un’emissione destinata agli investitori istituzionali. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’istituto britannico punta a collocare obbligazioni perpetue, richiamabili dopo 10 anni e mezzo, con un rendimento iniziale compreso tra 6,5% e 6,625%.
Barclays gestirà in autonomia il collocamento, agendo come unico bookrunner dell’operazione. Il rendimento definitivo dei titoli sarà fissato entro la giornata odierna (10 novembre), al termine della raccolta ordini. Le risorse raccolte serviranno a esigenze aziendali generiche e a potenziare la solidità patrimoniale della banca, in linea con i requisiti di capitale previsti dalle norme di vigilanza.
La mossa mira a sfruttare il clima più favorevole verso gli asset a maggiore rischio, dopo il recente miglioramento del sentiment sui mercati.
Si tratta della terza emissione di debito subordinato per Barclays nel 2025, dopo quella in sterline lanciata lo scorso maggio, stando ai dati raccolti da Bloomberg.
Le nuove obbligazioni emesse da Barclays sono perpetue e di importo benchmark, con facoltà di rimborso anticipato dopo dieci anni e mezzo.
Per importo benchmark si intende un’emissione di dimensioni comprese tra 500 milioni e 1 miliardo di euro, sufficiente a garantire la liquidità del titolo e il suo scambio regolare sul mercato secondario.
In pratica, si tratta di bond senza scadenza prefissata, che pagano una cedola potenzialmente illimitata, ma che la banca può richiamare dopo il periodo stabilito, restituendo il capitale agli investitori. Questa clausola rende i titoli più appetibili per il mercato, poiché offre maggiore visibilità temporale e consente a Barclays di rifinanziarsi a costi inferiori qualora, in futuro, i tassi d’interesse risultassero più bassi.
Il rendimento iniziale, compreso tra 6,5% e 6,625%, offre un premio di circa 200 punti base sul Gilt britannico e quasi 400 punti base sul Bund tedesco, in linea con il profilo di rischio elevato dello strumento.
Il premio è coerente con la natura dello strumento finanziario. Le obbligazioni At1 rappresentano infatti la categoria più rischiosa di debito subordinato: in caso di difficoltà dell’emittente, sono le prime a subire perdite o conversioni in capitale, pur collocandosi prima degli azionisti nella gerarchia di rimborso.
Il collocamento arriva in un momento favorevole: gli indicatori di rischio creditizio si sono alleggeriti, offrendo alle banche una finestra per collocare strumenti ad alto rendimento come gli At1.
Anche Ubs Group e Bbva, secondo quanto riportato da Bloomberg, hanno fatto ricorso a questo tipo di debito nel corso del mese: l’emissione di Bbva del 3 novembre ha raccolto richieste pari a 4,7 volte l’importo offerto di 1 miliardo di euro (1,16 miliardi di dollari), segno di un rinnovato appetito degli investitori.(riproduzione riservata)