La Banca d’Italia torna a chiedere il completamento dell’Unione bancaria che porterebbe «alla rimozione effettiva di ogni barriera in materia di fusioni e acquisizioni transfrontaliere» fra istituti di credito. A dirlo è stato il direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, intervenendo in occasione del Convegno “Contratto e concorrenza nel mercato bancario: le sfide del XXI secolo”, organizzato a Palermo.
Signorini ha poi sottolineato il venir meno dell’integrazione bancaria. «Le operazioni di fusione e acquisizione mostrano un trend discendente», ha detto, ricordando che «quelle domestiche sono sempre più numerose di quelle transfrontaliere. Benché non vi siano restrizioni legali, poche banche operano nel mercato al dettaglio di altri Stati membri».
Per il direttore generale di Bankitalia, «l’integrazione dei mercati consente agli operatori di sfruttare economie di scala, accresce la concorrenza, amplia le possibilità di diversificazione degli investimenti, assicura una migliore allocazione e delle risorse, aumenta la capacità di assorbimento degli shock e contribuisce alla stabilità del sistema finanziario».
Tutto questo nell’ambito specificamente bancario «ma la creazione di un’unione dei risparmi e degli investimenti richiederà anche di rendere più uniformi ed efficaci la regolamentazione e la supervisione negli altri comparti della finanza, in primis i mercati dei capitali e le assicurazioni».
«Per l’industria della gestione del risparmio, in particolare, è necessario definire un single rulebook e fare passi avanti verso un modello di vigilanza più accentrato a livello europeo, soprattutto con riferimento agli operatori di maggiore dimensione». Invece, nel settore assicurativo, (Signorini è anche presidente Ivass, ndr) «è auspicabile un rafforzamento della supervisione a livello europeo sulle compagnie con operatività transfrontaliera, anche per realizzare una protezione uniforme ed efficace degli assicurati». (riproduzione riservata)