Su richiesta di Consob, Azimut chiarisce i risultati dell’ispezione condotta da Bankitalia tra il 10 marzo e il 13 giugno di quest’anno. Al termine dell’accertamento, la Vigilanza ha specificato che dall’insieme degli elementi acquisiti «è emerso un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative. Risulta quindi necessario che l'intermediario avvii con tempestività un'incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell'intermediario e del gruppo», spiega la nota della sgr.
«Allo stato, la situazione aziendale appare inidonea a sostenere la partecipazione della società ad operazioni rilevanti quali quelle previste dal regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e segnatamente fusioni, scissioni, acquisti di partecipazioni, acquisti e cessioni di aziende o rami d'azienda che attengano ai servizi e attività di investimento e di gestione collettiva del risparmio», continua la nota diffusa giovedì 13.
Inoltre il comunicato precisa che, «con riferimento al progetto Tnb (la nuova banca digitale annunciata dalla sgr di Pietro Giuliani e in fase di sviluppo in questi mesi, ndr), la piena implementazione del piano di rimedio, richiesto a seguito degli accertamenti ispettivi condotti su Azimut, è finalizzata a rimuovere tutte le carenze riscontrate e sarà oggetto di valutazione da parte della Banca d'Italia: l'effettivo superamento di tali criticità non è un presupposto sufficiente per determinare un esito positivo degli eventuali procedimenti connessi al citato progetto, che saranno valutati nei tempi e nei modi previsti dalla vigente normativa».
Già il comunicato di Azimut dello scorso 6 novembre segnalava che il verbale ispettivo aveva individuato aree di miglioramento principalmente nell’assetto organizzativo e nel sistema dei controlli interni, con interventi finalizzati al rafforzamento delle strutture organizzative e di supervisione e all’evoluzione dei processi di pianificazione e monitoraggio strategico, senza impatti sui portafogli dei clienti, sull’integrità dei prodotti o sulla continuità dei servizi core, fermo restando l’adeguamento di alcune modalità operative in linea con le indicazioni di vigilanza.
Azimut, si chiariva nel precedente comunicato, ha già avviato la definizione di un piano di azione volto a recepire le misure correttive e di rafforzamento richieste. Il nuovo piano Industriale 2026-2028 sarà trasmesso alle autorità entro il 30 novembre e l’implementazione completa delle misure è prevista entro il 30 aprile 2026.
Il piano dovrà definire «in modo puntuale le linee di indirizzo strategico, le prospettive operative e gli sviluppi organizzativi della società, anche nel contesto dell’evoluzione della governance e del suo posizionamento all’interno del gruppo Azimut». Inoltre «l’ispezione si riferisce a un periodo precedente all’annuncio dell’accordo vincolante con Fsi per la costituzione di Tnb (avvenuto il 22 maggio scorso) e non è ad esso collegata, né è collegata al successivo aggiornamento delle tempistiche relative al piano strategico di gruppo».
«L'attuazione di tali misure assicurerà, secondo quanto auspicato dal rapporto ispettivo, la piena idoneità della sgr a partecipare alla scissione prodromica all'operazione Tnb, così come la completa compliance normativa dei rami di azienda trasferiti a Tnb nel contesto dell'operazione stessa», spiegava la nota. (riproduzione riservata)