Le aspettative dei gestori globali sull’azionario europeo tornano a brillare. È quanto indica l’ultima indagine di Bank of America, pubblicata il 18 novembre 2025, secondo cui l’ottimismo sulle borse del Vecchio Continente ha toccato livelli record.
Secondo il report, un saldo netto del 77% dei partecipanti prevede rialzi nel breve termine, mentre il 92% si aspetta un progresso dei listini nell’arco dei prossimi dodici mesi. A sostenere la fiducia sarebbe soprattutto la prospettiva di un miglioramento degli utili societari, indicato come principale motore dei guadagni futuri da una larga maggioranza degli investitori.
L’indagine evidenzia inoltre un deciso salto in avanti nel sentiment dei gestori globali: il 77% degli intervistati ritiene che l’economia europea crescerà più robustamente nell’anno a venire, in forte aumento rispetto al 57% rilevato soltanto un mese fa.
L'iniezione di fiducia è trainata da catalizzatori ben definiti. Una vasta pluralità di investitori europei (il 73%) indica lo stimolo fiscale tedesco come il principale motore per una crescita più forte. Si tratta di un incremento di 16 punti percentuali rispetto al mese scorso.
A seguire, ma con citazioni marginali (8% ciascuno), figurano altri potenziali elementi positivi come un cessate il fuoco in Ucraina e l’incremento della spesa per la difesa dell’Unione Europea.
Il sentiment settoriale mostra un chiaro spostamento verso i titoli ciclici a discapito dei difensivi: il 31% dei gestori prevede un rialzo per le società europee più sensibili al ciclo economico, in deciso aumento rispetto al 18% rilevato il mese precedente. L’ottimismo, però, non contagia le small cap, per le quali il saldo netto delle attese è fermo allo 0%, un crollo rispetto al 39% che solo un mese fa prevedeva una loro sottoperformance rispetto alle large cap.
In Europa le banche restano il settore più sovrappesato nei portafogli, seguite da utility e healthcare, mentre retail, media e food & beverages continuano a essere le aree meno gettonate. Guardando ai prossimi dodici mesi, gli investitori indicano healthcare, materiali e finanziari come i comparti con il miglior potenziale. Sul fronte geografico, la Germania si conferma il mercato azionario europeo preferito, mentre la Francia rimane il fanalino di coda nelle scelte dei gestori.
Nonostante il clima di rinnovato ottimismo, gli investitori continuano a guardare ai mercati con una certa cautela. Quasi due terzi degli intervistati individuano nel possibile indebolimento del mercato del lavoro statunitense il principale rischio al ribasso per la crescita globale, pur senza ritenere necessario un intervento immediato.
Sul fronte macro, lo scenario dei “tassi alti più a lungo” resta l’ipotesi dominante, scelto dal 42% del campione, e supera sia la prospettiva di stagflazione (27%) sia lo scenario “Riccioli d’oro” (Goldilocks economy), con crescita sostenuta e inflazione in calo (19%).
Parallelamente tornano a farsi sentire i timori per una possibile bolla legata all’intelligenza artificiale: pur considerata il rischio estremo più rilevante, questa paura non basta per incrinare l’impostazione complessivamente positiva degli investitori verso il mercato azionario.(riproduzione riservata)