Unicredit potrebbe mettere sul piatto tre miliardi in più per aggiudicarsi Banco Bpm. Questa è la scommessa fatta dagli analisti di Deutsche Bank che ieri hanno alzato il target price sulle azioni di Piazza Meda da 7,2 a 8,6 euro in scia alle attese di un sostanziale rialzo del prezzo dell’ops.
Il valore individuato si basa sulle prospettive di crescita del Banco, anche alla luce delle opzioni nell'm&a con Anima e Mps ed equivale a una valutazione superiore di tre miliardi di euro rispetto a quella inizialmente formulata da Andrea Orcel.
«Anche se la situazione è molto incerta - spiega il report dell’istituto di Francoforte - riteniamo che il nostro posizionamento sul Banco rimanga pienamente valido, in quanto ci consente di rimanere esposti all'obiettivo m&a con un rischio di ribasso limitato e l'opzione concreta di una revisione al rialzo dei termini dell'offerta.
Sulla base degli attuali prezzi di mercato, notiamo che le valutazioni di Banco Bpm sono già circa del 10% superiori al rapporto di concambio offerto da Unicredit». Deutsche Bank ritiene che un rialzo sia probabile per una serie di ragioni.
La prima è che «nelle più recenti acquisizioni in Italia, i termini originali dell'offerta valutavano la società target a un premio di circa il 20% (contro zero offerto per il Banco) e si concludevano con un premio di oltre il 40% pagato». In secondo luogo «un aumento a due cifre del prezzo di offerta rimarrebbe coerente con l'obiettivo di Unicredit di raggiungere un Roic (rendimento del capitale investito, ndr) superiore al 15% sull'operazione».
In più «il management del Banco ha un incentivo ancora più forte a rispondere all'offerta di Unicredit, cercando di dimostrare - potenzialmente anche tramite una combinazione aziendale e/o altre azioni straordinarie - che il valore sottostante del gruppo supera significativamente qualsiasi valutazione più elevata che Unicredit potrebbe mettere sul tavolo».
Pertanto, continuano gli analisti di Deutsche Bank «ci aspettiamo che le valutazioni di mercato incorporino questi scenari, accelerando potenzialmente la creazione di valore rispetto ai prezzi correnti».
Nel caso in cui Unicredit non ritocchi la sua offerta comunque l’istituto tedesco ritiene che «il rischio di ribasso di Banco Bpm sia relativamente limitato» in quanto una valutazione pari a 0,9 volte il capitale tangibile e 8 volte gli utili attesi è «sostanzialmente in linea con la media del settore».
Deutsche Bank vede un rischio di esecuzione «relativamente basso» dell'opa su Anima mentre ritiene che possa essere «ragionevole» attendersi l'annuncio di una fusione con Mps «alla fine del 2025 o nella prima metà del 2026» e che la stessa possa avere «un forte razionale industriale, economico e soprattutto finanziario», concludono gli analisti di Deutsche Bank. (riproduzione riservata)