Non solo Crédit Agricole. C’è un ulteriore rebus che l’amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna dovrà risolvere in merito alla composizione della lista del board per il rinnovo della governance nell’assemblea del 16 aprile. Ed è quello dei due posti da assegnare ai membri del patto di consultazione che dal 2020 raggruppa nel capitale le casse di previdenza e le fondazioni di origine bancaria. Domani i membri dell’accordo parasociale si riuniranno per fare il punto della situazione.
Dopo l’uscita di Fondazione Crt nel 2024 e il dimezzamento di dicembre del peso di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il patto si è assottigliato dall’8,3% del 2022 all’attuale 5,9%. Dell’accordo fanno parte Enpam (1,99%), Cassa Forense (1,66%) e Inarcassa (1,03%), tutte aderenti all’Adepp (la confindustria delle Casse) e, con quote minori, quattro fondazioni del mondo Acri: Cr Alessandria (0,50%), CariLucca (0,646%), Cr Carpi (0,067%) e Fondazione Manodori (0,0293%).
Fuori patto ci sono altri enti previdenziali, in primis Enasarco che ha in portafoglio l’1,4% di Piazza Meda: la quota dell’ente presieduto da Patrizia De Luise è stata dimezzata in pieno risiko bancario la scorsa primavera dall’iniziale 3%. Attualmente l’accordo esprime in consiglio il presidente dell’Enpam e Adepp Alberto Oliveti (in rappresentanza delle casse) e Paola Ferretti, docente di Economia degli Intermediari Finanziari, indicata invece dalle fondazioni.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, intenzione di Castagna è continuare a riservare due posti al mondo casse e fondazioni.
Rispetto all’ultimo rinnovo della governance però all’interno dell’accordo il peso degli enti previdenziali è quasi totalitario (all’80%), tanto che il mondo Adepp punta a entrambi i posti. Il maggiore peso azionario e l’adesione al patto dovrebbero far sì che il secondo consigliere da inserire nella lista del board sia espressione di Cassa Forense, ma c’è chi ipotizza che possa arrivare da Enasarco.
L’ente che eroga le pensioni ai commercianti però è appena entrata in rotta di collisione con l’Enpam e altre casse e ha avviato il percorso di uscita dall’associazione di categoria. La motivazione formale è «la mancanza di dialogo e di confronto» ma c’è chi ipotizza che dietro ci sia il mancato decollo del progetto Miria. Enasarco puntava a fare della propria sgr una piattaforma unica di asset management per il mondo casse, ma il progetto si è arenato anche per le perplessità degli altri enti.
Venerdì 6 febbraio il patto proverà a cercare una quadra ma l’assegnazione dei posti in cda dipenderà in ultima battuta dalla scelta di Castagna, dato che la lista verrà predisposta dal board uscente.
L'altra incognita sulla lista è la presenza di Crédit Agricole nel capitale. I francesi hanno in tasca il 20,1% di Piazza Meda, sono stati autorizzati dalla Bce a salire fino al 24,9% e poi fino al 29,9% (con la nuova soglia d’opa prevista dal Tuf) e avrebbero avviato i lavori per la stesura di una lista di minoranza, per rafforzare la propria rappresentanza nel futuro.
«Chiediamo di avere una posizione nel cda pari al nostro 20%, quindi il 20% di rappresentanza nel cda della banca milanese», milanese», ha spiegato ieri il ceo della banque verte Olivier Gavalda verte nella conference call sui conti (vedere altro articolo in pagina).
L’istituto transalpino ha chiuso il 2025 con 6,97 miliardi di ricavi (-1,8%) e un utile netto di 1,03 miliardi. Nel quarto trimestre hanno pesato l’aumento della partecipazione nel Banco, l’incremento dei costi e delle perdite nella joint venture di noleggio auto con Stellantis. (riproduzione riservata)