Banco Bpm è pronto a impugnare la delibera con cui mercoledì 21 Consob ha sospeso per 30 giorni l’ops di Unicredit alla luce delle prescrizioni golden power imposte dal governo.
L’avvenuta sospensione dell’ops – spiega il Banco in una nota – è di particolare gravità in quanto:
(i) ai sensi di legge, essa deve essere disposta solo in caso di «fatti nuovi o non resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio sull'offerta» mentre l’eventualità che il decreto golden power potesse contenere delle prescrizioni era contemplata dall’offerente sin dall’annuncio dell’ops, tant’è che costituiva una delle condizioni di efficacia della stessa. Inoltre, non si ritiene possano costituire un fatto nuovo – tale da legittimare una sospensione dell’ops – le iniziative,
peraltro mai comunicate finora al mercato, che unilateralmente Unicredit ha ritenuto di avviare nei confronti della Presidenza del Consiglio;
(ii) dalla delibera Consob si apprende che Unicredit ha comunicato all’amministrazione competente per il monitoraggio l’impossibilità di adempiere alle prescrizioni del decreto golden power; tale circostanza – anch’essa mai resa nota da Unicredit al mercato – dovrebbe di per sé determinare la decadenza dell’ops;
(iii) la durata complessiva dell’ops già risultava - considerato peraltro che il periodo di adesione era stato fissato nel massimo possibile previsto dalla legge – significativamente più lunga rispetto a operazioni comparabili e l’estensione di 30 giorni aggrava ulteriormente la limitazione operativa e strategica in cui si trova la banca per effetto della passivity rule sin dal mese di novembre, a danno di tutti i propri stakeholder.
«Ad avviso della banca – continua la nota – si tratta di un provvedimento abnorme e in contrasto con la prassi dell’autorità medesima che non tiene in alcun conto degli interessi della banca, del mercato e degli azionisti di Banco Bpm. Conseguentemente, la banca adotterà ogni opportuna
iniziativa presso le sedi competenti», conclude la nota. Secondo quanto si apprende, allo studio ci sarebbe un ricorso al Tar.
D’altra parte l’authority è stata molto chiara nel chiarire le ragioni della sospensione. Secondo la Commissione presieduta da Paolo Savona le dure prescrizioni imposte dal golden power rappresentano «fatti nuovi o non resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire a un fondato giudizio sull'offerta, segnatamente con riferimento alle iniziative intraprese da Unicredit» in merito ai paletti, spiega il provvedimento emesso mercoledì 22. Da qui per Consob anche «l'esigenza di integrare ed aggiornare le informazioni contenute nel documento di offerta e/o nel prospetto, mediante la pubblicazione di un supplemento». (riproduzione riservata)