Riunione interlocutoria del cda del Banco Bpm sull'adeguamento dello statuto alla nuova Legge Capitali. In vista dell’adozione della lista del consiglio uscente con cui rinnovare le cariche sociali nella prossima primavera, l’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha tenuto ieri un board prenatalizio con le analisi del caso che proseguiranno in una nuova riunione a gennaio.
Secondo quanto riferiscono alcune fonti, il cda è stato l’occasione per passare in rassegna diversi pareri tecnici stilati dai legali sulla modifica dello statuto. Bisogna allineare le regole sulle elezioni del consiglio alle nuove norme della Legge Capitali (entrata in vigore a febbraio dello scorso anno) che hanno modificato l’istituto della lista del cda.
Le nuove regole prevedono requisiti minimi di lista (un numero di candidati maggiorato di un terzo rispetto a quelli che saranno eletti) e l'assegnazione dei seggi tra la lista del consiglio uscente e le liste di minoranza, con soglie fissate al 20% dei voti complessivi e al 3% per accedere alla distribuzione dei seggi. Inoltre la legge ha introdotto la doppia votazione dei soci anche per i singoli consiglieri inseriti nella lista del board.
Non è ancora chiaro se prima dell'assemblea sul rinnovo delle cariche sarà necessaria la convocazione di un'assise straordinaria per recepire le norme o se sarà sufficiente una semplice delibera del consiglio. Il board dunque sta ancora valutando il da farsi e la decisione è stata rinviata a un nuovo cda a inizio 2026. Piazza a inizio 2026.
Piazza Meda ha aperto i cantieri della governance mentre i francesi del Crédit Agricole - che detengono il 19% della banca e potrebbero già superare il 20% tramite derivati - stanno soppesando le opzioni in attesa dell'approvazione della Bce per un aumento della quota al 29,9%.
Il gruppo guidato da Olivier Gavalda, che mantiene ancora aperta la possibilità di un accordo sulla lista del cda, sta pensando anche a una lista autonoma corta con fino a cinque candidati. Se arrivasse seconda dopo la rosa del board, i francesi potrebbero avere fino a tre posti e un ruolo di forza nel collegio sindacale, dove conterebbe anche la presidenza, come previsto dal Tuf. In caso di corsa a due, non si può nemmeno escludere che la lista dell’Agricole arrivi prima.
In questo caso Parigi potrebbe piazzare tutti i propri candidati, pur senza salire in maggioranza e senza mettere in discussione la conferma di Castagna. Ad oggi i francesi esprimono Chiara Mio e Paolo Bordogna, entrati in cda dal 2023 quando aveva il 9,9%. (riproduzione riservata)