Dopo il passo indietro di Unicredit sull’ops Banco Bpm guarda al suo primo socio Crèdit Agricole per i possibili sviluppi sul consolidamento. Il gruppo francese è appena salito al 20% del capitale e la possibilità di un’operazione resta sullo sfondo. A confermarlo è l’amministratore delegato Giuseppe Castagna in un’intervista a Class Cnbc.
«Vedremo quali vorranno essere le loro mosse. Per il momento è troppo presto per ipotizzare qualunque scenario», ha detto il banchiere, sottolineando che «Crèdit Agricole ha già un grosso investimento in Italia, quindi le possibilità di crescita possono andare da un'ipotesi di aggregazione di banche a una crescita sulle fabbriche prodotto. Staremo a vedere».
Castagna ha tenuto a precisare che l’attenzione resta sulla tutela di tutto il capitale sociale: «Noi come sempre tuteleremo tutti gli azionisti, non solo gli azionisti principali». Più esplicito il riferimento a un possibile asse tutto italiano: «Potrebbe esserci una potenziale fusione tra due banche italiane: Banco Bpm e Credit Agricole Italia. Quindi un’operazione italiana», ha affermato l’ad, lasciando però intendere che ogni valutazione è ancora prematura.
A proposito del ritiro dell’offerta di Unicredit, guidata da Andrea Orcel, Castagna ha scelto un profilo di rispetto: «Non si può dire cosa non abbia capito Orcel, perché è una persona talmente esperta nell'm&a, uno dei massimi esperti mondiali. Forse il suo obiettivo era comprare la banca, ma magari a un prezzo più basso».
Per l’ad di Banco Bpm, le dinamiche di mercato hanno fatto la differenza: «C’è un mercato che ha visto chiaramente quello che succedeva e tatticamente evidentemente non si voleva seguire questa crescita del titolo, pensando di poter portare a casa l’operazione con un esborso minore». Il titolo Banco Bpm ha infatti registrato una crescita sostenuta nei mesi scorsi, anche a seguito dell’ingresso di Crédit Agricole nel capitale, rendendo di fatto più complessa un’operazione a condizioni favorevoli per Unicredit.
Sul futuro dei rapporti con il gruppo di Piazza Gae Aulenti, Castagna ha lasciato aperto uno spiraglio: «Vediamo che Unicredit è impegnata in tante partite, vedremo se continuerà a prediligere magari un interesse verso il nostro Paese, verso la nostra banca».
Parigi non è l'unica potenziale opzione strategica per Banco Bpm. Martedì 5, durante la conference call con gli analisti, Castagna ha spiegato: «Aspetteremo dopo il primo round di consolidamento per vedere quale sarà la situazione», è stato il commento del banchiere. «Alcune cose, per così dire, mostrano la via, come la nostra partecipazione del 9% in Mps. Vedremo che cosa succede a Mps dopo la transazione su Mediobanca». (riproduzione riservata)