Disco verde dell'assemblea straordinaria di Banco Bpm alle modifiche statutarie in vista del rinnovo della governance in primavera. I soci sono stati convocati per armonizzare lo statuto alle nuove previsioni della Legge Capitali in materia di lista del cda, con l'assegnazione fino a un massimo di sei posti alle minoranze azionarie su un totale di 15 membri. Modifiche che la scorsa settimana sono state autorizzate dalla Bce. All'assise era presente oltre il 65% del capitale, in rappresentanza di oltre 2 mila azionisti fra cui probabilmente anche il Credit Agricole, primo socio del Banco con il 20% del capitale che ha votato il via libera al nuovo statuto, arrivato con il 95,38% dei voti,
Il cambio va incontro anche alle esigenze del socio forte, Crédit Agricole che rivendica più spazio nel board, coerentemente con il loro maggior peso nel libro soci. Il primo azionista della banca che ha recentemente ricevuto il via libera dalla vigilanza di Francoforte a salire oltre il 20%: la banque verte è proiettata al 25% e anche oltre in vista dell’aumento della soglia d’opa al 30%.
«Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l'esito dell'assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della Banca per il prossimo triennio», commenta il ceo del Banco Giuseppe Castagna.
Anche il presidente Massimo Tononi, ringrazia gli azionisti «per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie», definite «un passaggio necessario che ci permette di adeguare lo statuto di Banco Bpm al nuovo quadro normativo della 'Legge Capitali’».
Come rivelato da MF-Milano Finanza, i francesi - che temono anche il meccanismo della doppia votazione per i candidati della lista del board - lavorano a un proprio elenco di minoranza e non dovrebbero aderire a quella del board uscente, che ripresenterà per un altro mandato il ticket di vertice Castagna-Tononi.
Se la lista saltasse, Tononi e Castagna potrebbero essere ricandidati dal patto che riunisce Fondazioni ed enti previdenziali. A seguire con attenzione le mosse dell'Agricole - che a domenica scorsa non aveva ancora indicato le proprie intenzioni al Banco - potrebbe essere anche l'Antitrust, chiamato a valutare gli impatti sulla concorrenza di un ingresso in forze del francesi nel cda di un competitor.
Venerdì 27 è in programma un board per scremare la long list di candidati su cui si è discusso la scorsa settimana. Ma l’ultima parola spetterà al board del 6 marzo. L’assemblea per rinnovare il mandato al board è stata fissata in agenda per il 16 aprile.
Secondo le nuove norme, la lista del cda va depositata 40 giorni prima, mentre i soci possono presentare l'elenco 25 giorni prima (23 marzo). I francesi schiereranno sei nomi esterni, potrebbero esprimere il presidente dei sindaci e del comitati rischi. (riproduzione riservata)