Banco Bpm ha comunicato, oggi 17 agosto 2023, che per ogni transazione effettuata sul circuito pagoBancomat di importo «inferiore o uguale» 10 euro, rimborserà agli esercenti le commissioni da loro pagate.
L’iniziativa, di cui si apprende da una nota stampa diffusa dallo stesso Banco, è apprezzata dal mercato e in mattinata le azioni di Piazza Meda sono in crescita dell’1% a 4,43 euro. Il rialzo avviene a fronte di un Ftse Mib in calo dello 0,2% a quota 28.100 punti ma coerentemente con l’indice paneuropeo del settore, lo Stoxx Bank, in progresso dello 0,34%.
L’obiettivo della manovra è quello «di contenere le commissioni a carico delle aziende» e allo stesso tempo incentivare l’uso della moneta elettronica da parte dei consumatore. Relativamente al piano si apprende, sempre dalla nota stampa, che l’iniziativa non richiederà adesione ma «sarà automaticamente attiva per tutti i punti vendita» siano essi già clienti o nel caso lo diventino durante il periodo promozionale (dal 1° ottobre al 30 di giugno)
La misura rientra nel programma piò ampio promosso dall’Associazione Banche Italiane (o Abi), dall’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento (o Asps), dal Consiglio Nazionale dell’Artigianato, Confartigianato, Confcommercio, Confersergenti e la Federazione Italiana Pubblichi Esercizi.
Banco Bpm, Iccrea e Fsi hanno sottoscritto un accordo vincolante circa l’attività dei pagamenti elettronici (indicata anche come monetica) venerdì 15 luglio. I tre soggetti finanziari hanno formato una partnership, finalizzata allo sviluppo di una nuova realtà italiana e indipendente nel settore dei pagamenti digitali. Tale realtà, spiega la nota stampa relativa, «sarà un punto di riferimento nel panorama del fintech e con un approccio orientato all’innovazione e alla crescita della digitalizzazione nel nostro Paese».
Ma vediamo più da vicino come funziona oggi il mondo dei pagamenti elettronici. In una transazione con carta di credito entrano in gioco tre attori: l'acquirer, cioè il soggetto che gestisce il conto dell’esercente e che gli permette di accettare i pagamenti, il circuito attraverso il quale passano le transazioni e l’issuer, l’istituto che autorizza il pagamento del cliente. Per molto tempo acquirer e issuer sono state banche, mentre il circuito era fornito dai grandi gruppi internazionali, cioé MasterCard, Visa, American Express, Diners Club e dal consorzio italiano Bancomat.
Negli ultimi anni però la situazione è cambiata. Per molte banche l’attività di monetica è diventata onerosa, soprattutto per i costanti investimenti tecnologici richiesti. Si è così scelto di esternalizzarla a operatori specializzati, in grado di servire gli istituti attraverso accordi commerciali di lungo periodo. In questa direzione aveva già iniziato a muoversi l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (Icbpi), poi comprato nel 2015 dai fondi di private equity Advent International, Bain Capital e Clessidra e che ha portato alla nascita di Nexi.
In pochi anni il gruppo milanese, oggi guidato da Paolo Bertoluzzo, ha saputo allargare il proprio network di attività a gran parte degli istituti italiani. Le ultime controparti in ordine di tempo sono state Intesa Sanpaolo (azionista rilevante di Nexi fino allo scorso anno) e Bper, mentre all’estero Nexi ha da poco siglato una partnership con Commerzbank e si è alleata con la spagnola Sabadel. La crescita insomma è stata rapida, ma oggi il numero dei potenziali target si è fisiologicamente ridotto per il gruppo di Bertoluzzo: tutte le banche grandi e medie hanno già individuato un partner. In aggiunta l’istituto milanese deve fare i conti con la concorrenza della francese Worldline, che è entrata con decisione sul mercato italiano. (riproduzione riservata)