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Banche italiane: attesi oltre 6 miliardi di utili nel secondo trimestre del 2025. Ecco chi può battere il consenso
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Banche italiane: attesi oltre 6 miliardi di utili nel secondo trimestre del 2025. Ecco chi può battere il consenso

02 luglio 2025, 14:28 Ultimo aggiornamento: 14:38

Ad aprire le danze sarà Unicredit. Il margine di interesse delle banche italiane è visto scendere anno su anno a causa di un Euribor più basso. Una sfoggerà un Rote del 20%. Tre i buy di Jefferies in attesa di novità sul fronte del risiko

Banche italiane al test dei conti del secondo trimestre del 2025. Ad aprire le danze sarà Unicredit che ha anticipato di sei giorni, dal 28 al 22 luglio, la riunione del cda per l’approvazione dei conti. Seguiranno Intesa Sanpaolo il 30 luglio, Banco Bpm il 5 agosto insieme alla Banca Popolare di Sondrio. Il giorno dopo toccherà a Bper Banca.

Nel secondo trimestre del 2025 Jefferies si aspetta che il margine di interesse delle banche italiane cali anno su anno a causa di un Euribor più basso, che andrà a compensare il beneficio di un giorno lavorativo in più. Gli utili, a livello aggregato, dovrebbero superare quota 6 miliardi di euro. Mentre i fattori che potrebbero far passare in secondo piano i fondamentali degli istituti di credito includono l'impatto degli investimenti di Unicredit e il consolidamento di Anima in Banco Bpm. Le due offerte di acquisto su Banco Bpm e sulla Banca Popolare di Sondrio si chiuderanno prima della pubblicazione dei conti, in questo modo si avrà una maggior chiarezza sul panorama competitivo.

Unicredit: l’utile 2025 può arrivare a 10 miliardi

Nel caso di Unicredit (rating buy e target price a 65,8 euro) Jefferies si attende un leggero calo del margine di interesse (-3% a 3,457 miliardi; 3,426 miliardi la stima del consenso), con un elemento positivo (il maggior numero di giorni lavorativi) più che compensato dalla pressione dell’Euribor e dal processo di disimpegno dalla Russia. Le commissioni dovrebbero aumentare anno su anno del 2% a 2,171 miliardi (2,228 miliardi la stima del consenso) per ricavi totali pari a 6,255 miliardi (-1% anno su anno), oltre la stima del consenso a 6,165 miliardi. E l’utile netto attestarsi a 2,619 miliardi, -2% anno su anno, ma anche in questo caso oltre la stima del consenso a 2,474 miliardi.

Un altro aspetto specifico per la banca guidata da Andrea Orcel è l’effetto dei vari investimenti. «Ci aspettiamo che la maggior parte del beneficio derivante dalla rivalutazione delle partecipazioni si rifletta direttamente sul patrimonio netto, trainato dalle quote in Commerzbank, Alpha Bank e Generali (Commerzbank +30% trimestrale, Alpha +30%, Generali -8%) con un piccolo contributo positivo al conto economico», afferma Jefferies.

Pertanto, «prevediamo che gli aspetti positivi legati alle partecipazioni compensino parzialmente l’impatto negativo di -25 punti base atteso dal consolidamento delle joint venture assicurative, portando la nostra stima del coefficiente patrimoniale Cet1 al 15,9%, leggermente sopra quella del consenso al 15,7%. Ci aspettiamo, quindi, che Unicredit aumenti la visibilità sulla guidance dell’utile netto 2025, attualmente visto a oltre 9,3 miliardi, con le nostre previsioni e quelle del consenso attorno a 10 miliardi. Prevediamo anche un Rote (rendimento sul patrimonio netto tangibile) intorno al 20% nel secondo trimestre».

Intesa Sanpaolo, bene le commissioni

Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo (rating buy e target price a 5,6 euro), secondo Jefferies, il margine di interesse ha toccato il punto più basso nel primo trimestre del 2025, per cui si aspetta una crescita dell’1% trimestre su trimestre nel secondo (-9% anno su anno a 3,663 miliardi; 3,653 miliardi la stima del consenso). «Su base trimestrale, riteniamo che la traiettoria di crescita del margine di interesse possa indurre il mercato a rivedere le previsioni oltre il 2025, dato che il consenso prevede un dato in leggero calo nel 2026 rispetto al 2025», precisa Jefferies, le cui stime si collocano dell’1% al di sopra di quelle del consenso dell’1% per il 2026 e del 2% per il 2027.

Le commissioni dovrebbero aumentare anno su anno del 3% a 2,459 miliardi (2,496 miliardi la stima del consenso) per ricavi totali pari a 6,744 miliardi (-2% anno su anno), in linea con la stima del consenso a 6,773 miliardi. E l’utile netto attestarsi a 2,450 miliardi, -1% anno su anno, poco sopra la stima del consenso a 2,446 miliardi. La guidance ufficiale dell’utile netto del 2025 di Intesa Sanpaolo è ben oltre 9 miliardi. «La nostra stima è di 9,4 miliardi. Prevediamo un Rote intorno al 20% nel secondo trimestre», continua il broker.

Banco Bpm, Anima in arrivo 

Il secondo trimestre di Banco Bpm (rating hold e target price a 10,3 euro) è quello del consolidamento di Anima. Jefferies stima un contributo trimestrale di 70 milioni di euro sulla base delle stime del consenso per la società di gestione patrimoniale, rafforzato in questo trimestre dal dividendo di Mps.

Il Banco dovrebbe, inoltre, contabilizzare la plusvalenza derivante dal deal con Anima (160 milioni circa) in questo trimestre. A livello di Cet1 «prevediamo un calo al 13% a seguito del consolidamento di Anima rispetto al 14,8% di marzo e un Rote intorno al 18,5%», stima Jefferies che si attende anche un margine di interesse in calo del 7% a 798 milioni, in linea con la stima del consenso, ma commissioni in netto aumento, +23%, a 617 milioni (621 la stima del consenso) per ricavi totali pari a 1,564 miliardi (+15% anno su anno), oltre la stima del consenso a 1,55 miliardi. Inoltre, l’utile netto è visto balzare del 77% a 672 milioni, anche in questo caso oltre la stima del consenso a 606 milioni.

Bper, l’m&a il tema centrale

Jefferies ritiene che il management di Bper (rating buy e target price a 9,1 euro) possa sfruttare i risultati trimestrali in arrivo per approfondire la questione dell’ops sulla Banca Popolare di Sondrio, dato che la chiarezza sull’adesione finale sarà disponibile alla chiusura dell’offerta (11 luglio, con possibilità di proroga di una settimana).

Per quanto riguarda i risultati trimestrali, «prevediamo un calo del margine di interesse di circa il 3% trimestre su trimestre, -6% ano su anno a 791 milioni (sotto la stima del consenso a 813 milioni, ndr), commissioni in calo del 2% trimestre su trimestre, +2% anno su anno a 528 milioni, in linea con quanto previsto dal consenso, dopo un forte primo trimestre, per ricavi totali a 1,366 miliardi (1,376 il consenso), -4% e -2% rispettivamente, spese operative in aumento del 4% a livello trimestrale e in calo dell’1% annuo su base rettificata, grazie alla riduzione del personale». L’utile è previsto a 402 milioni, +50% anno su anno con un Rote del 16,5%.

Banca Popolare di Sondrio, solo un leggero calo del margine di interesse

Per il secondo trimestre, nel caso della Popolare di Sondrio (rating hold e target price a 10 euro) Jefferies sconta una lieve riduzione del margine di interesse (-2% anno su anno a 267 milioni), meglio le commissioni (+4% a 110 milioni) per ricavi totali pari a 426 milioni (-1%), spese operative stabili e una certa normalizzazione del costo del rischio dopo gli accantonamenti ai minimi storici nel primo trimestre. L’utile netto è visto salire del 21% a 143 milioni. «Cercheremo anche aggiornamenti sui progressi dei colloqui tra la banca e la Bce sulle tematiche di governance e qualità del credito. Prevediamo un Rote intorno al 14% nel trimestre», conclude Jefferies. (riproduzione riservata)



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