Banca Progetto vede la luce in fondo al tunnel. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è stata fissata per martedì 31 marzo in prima convocazione e per mercoledì 1° aprile eventualmente in seconda l’assemblea della banca commissariata a marzo dello scorso anno per irregolarità nell'erogazione di finanziamenti a imprese legate alla 'ndrangheta e su cui stanno indagando tre Procure.
All’ordine del giorno ci sono la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, che subentrerà ai commissari Lodovico Mazzolin e Livia Casale e al comitato di sorveglianza, e del collegio sindacale (con relativi compensi). È un passaggio chiave perché segna l’uscita del gruppo dall’amministrazione straordinaria e il ripristino della normale gestione.
La lista per il board è composta da Edoardo Lombella (candidato presidente), Cristiano Matonti, Francesco Russo, Gianluca De Martino, Barbara Fontani.
Banca d’Italia ha autorizzato la convocazione che seguirà la delibera straordinaria dell’aumento di capitale, delle modifiche statutarie e della riduzione dei fondi propri per perdite su cui i soci si esprimeranno quattro giorni prima, cioè venerdì 27.
Il salvataggio era tornato in bilico negli ultimi giorni dopo l’audizione del procuratore generale di Milano Marcello Viola e dell’aggiunto Roberto Pellicano davanti alla commissione banche del Senato. I magistrati avevano puntualizzato che in caso di condanna la banca potrà andare incontro a confische per violazione del decreto legislativo 231 del 2001 con «importi molto alti», rischio fatto presente anche ai commissari e alla vigilanza di Via Nazionale.
Dopo queste dichiarazioni le cinque banche - Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm e Bper - che dovranno farsi carico del salvataggio assieme al Fondo Interbancario hanno chiesto chiarimento ai commissari assistiti da Lazard per conoscere i potenziali impatti delle indagini sul salvataggio. Già oggi il contributo è previsto in 750 milioni di euro messi a disposizione dall’aumento di capitale, a cui potrebbero aggiungersi altri 250-300 milioni per coprire i nuovi oneri.
La principale preoccupazione degli acquirenti che subentreranno al fondo Oaktree (nel frattempo in causa con il mancato compratore Centerbridge) è quella dei rischi legali futuri, su cui per il momento è impossibile formulare previsioni. Secondo quanto risulta, la soluzione che starebbe prendendo forma è un meccanismo assimilabile a una manleva attraverso il quale il Fitd ristora la banca in caso di nuove confische attivando una sorta di scudo legale.
Oltre a quella di Milano sulla vicenda dei finanziamenti erogati senza avere i requisiti per le garanzie statali stanno indagando anche le Procure di Brescia e Roma. La scorsa settimana proprio la Guardia di Finanza di Brescia ha sequestrato 21 milioni all’istituto di credito. Si tratta di uno sviluppo dell’inchiesta partita nel novembre del 2024 e che ha portato all’arresto di Marco Savio, broker che lavorava per Banca Progetto, accusato di aver ottenuto tre finanziamenti irregolari dall’istituto. (riproduzione riservata)