Fumata bianca sul salvataggio di Banca Progetto, la challenger bank milanese commissariata a marzo dalla Vigilanza dopo un’inchiesta su presunti finanziamenti - garantiti dallo Stato - a società legate alla ‘ndrangheta. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le parti hanno individuato la struttura finanziaria che permetterà di sbloccare il dossier dopo un lungo stallo.
Si tratta di un fondo di apporto, le cui quote verrebbero sottoscritte per il 50% dalle cinque maggiori banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Montepaschi, Banco Bpm e Bper) e per il resto da Amco, il servicer controllato dal Tesoro. Il veicolo dovrebbe rilevare i crediti deteriorati di Banca Progetto per importo nominale di circa 1,5 miliardi.
Alla fumata bianca avrebbe contribuito anche un incontro tra il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, a cui hanno partecipato esponenti di alto livello del pool bancario insieme al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd).
Secondo una fonte di mercato il vertice è servito per coinvolgere Amco nell’operazione e quindi ripartire gli oneri del salvataggio senza farli ricadere interamente sul sistema bancario. L’incontro è stato organizzato anche per rassicurare Tesoro e Bankitalia sulle tempistiche e chiarire che non ci sarebbero stati ritardi. L’obiettivo è chiudere la vendita degli npl entro inizio febbraio, in modo da arrivare all’audizione di Via Nazionale davanti alla Commissione Banche (prevista il 19 marzo) con un quadro chiaro sul rilancio di Progetto.
La partita era finita in stallo a causa dei dubbi sull’offerta presentata dalla cordata Amco-Crc per gli npl dell’istituto milanese. Il prezzo era stato considerato insoddisfacente dai commissari Lodovico Mazzolin e Livia Casale (assistiti da Lazard) e dal Fitd perché valorizzava il portafoglio come un ordinario stock di npl. La proposta insomma non teneva conto delle garanzie pubbliche presenti in media sull’80% dei prestiti e solo parzialmente messe in bilico da errori procedurali e dalle potenziali truffe su cui indagano le Procure di Milano e Roma.
La nuova struttura finanziaria individuata ha permesso invece di aggirare l’ostacolo e farà salire il prezzo grazie a due fattori. Da un lato il Fitd dovrebbe controgarantire una parte consistente degli npl della challenger bank. Dall’altro lato la presenza di investitori a capitale paziente come le grandi banche e Amco, con aspettative di rendimento più contenute e un orizzonte di valorizzazione di medio-lungo periodo, eviterà dinamiche di fire sale.
Così il prezzo di realizzo per Banca Progetto sarà massimizzato, sarà attenuato anche l’impatto negativo a conto economico e di conseguenza il fabbisogno definitivo dell’operazione dovrebbe fermarsi intorno al miliardo o poco più. Si tratta di valori superiori alle stime iniziali (a settembre si parlava di 400 milioni) ma ampiamente inferiori al costo da sostenere accettando l’offerta di Amco e Crc. (riproduzione riservata)