Banca Profilo perde metà dei private banker, uno dei rami più forti dell’istituto milanese controllato dal fondo Sator. E questo potrebbe complicare il processo di liquidazione del fondo, il cui principale asset è proprio la banca tornata da una settimana sotto la guida di Matteo Arpe, fondatore di Sator.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, da maggio il gruppo di via Cerva ha perso 14 banker su 31: gli addii, con relativo deflusso di masse, hanno riguardato principalmente le sedi di Genova, Roma e Torino. La destinazione principale dei transfughi sarebbe stata Cassa Lombarda, la boutique meneghina controllata dalla famiglia Trabaldo Togna tramite la holding Auriga.
In Cassa Lombarda dovrebbero arrivare anche l’ex direttore generale di Banca Profilo Fabio Candeli e il responsabile del private Mario Aragnetti Bellardi. Inizialmente il dg – estromesso dal consiglio nel ribaltone di aprile – sarebbe dovuto uscire a fine anno, ma in estate è arrivata l’accelerazione.
Il fattore scatenante delle uscite di massa di banker sarebbe stato il mancato rinnovo del retention plan scaduto a maggio. Incombenza che arriva oggi sul tavolo di Arpe, appena nominato amministratore delegato dopo essere rientrato a maggio nel cda di Banca Profilo, una volta riacquistati i requisiti di onorabilità persi in seguito alla condanna nel caso Ciappazzi-Parmalat.
Inizialmente il banchiere ex Capitalia era tornato in banca come presidente nel comitato opzioni strategiche per guidare in prima linea la dismissione del principale asset di Sator. Ma, con l’uscita di Candeli, nelle scorse settimane Arpe ha deciso di proporsi come ad. Proprio il deflusso di massa verso Cassa Lombarda avrebbe insospettito il neo amministratore delegato, che avrebbe recentemente avviato un’azione legale.
Le aree di business di Banca Profilo sono quattro: private banking, investment banking, tesoreria e finanza e servizi digitali compresa Tinaba. Una delle opzioni per valorizzare l’asset era la vendita del private che, proprio a causa dei deflussi, risulta oggi meno praticabile.
??????Quali sono le alternative? Secondo diverse fonti, al vaglio di Arpe ci sarebbe anche la valorizzazione del prestigioso immobile di via Cerva dove oggi hanno sede la banca e Tinaba. Un’operazione che potrebbe portare in cassa oltre una sessantina di milioni per un asset iscritto a bilancio per circa 40.
Ci sarebbe poi anche l’operazione di vendita della banca con insieme la stessa Tinaba: interlocuzioni con vari potenziali acquirenti sono in corso da tempo. Ma i quotisti premono: un incontro con i rappresentanti di Sator è previsto per il 14 ottobre per fare il punto proprio sul processo di vendita. (riproduzione riservata)