È gara a quattro per Flowe, la fintech di Mediolanum specializzata nei servizi di pagamento per le imprese. Il gruppo italiano del risparmio gestito ha ricevuto diverse offerte, tra cui quelle di Nexi e Bancomat. Ma secondo alcune fonti anche Numia - la paytech partecipata da Fsi, Iccrea e Banco Bpm - potrebbe far parte della partita.
A essere in vantaggio, però, è Dinit Card Services, società slovena del settore che punta a espandersi in Italia sfruttando proprio le soluzioni tecnologiche e i servizi B2B di Flowe.
La base d’asta sarebbero i circa 10 milioni di patrimonio attesi a fine anno, anche se Mediolanum spera di far salire la valutazione della fintech fino a 70-90 milioni, cifra che terrebbe conto del portafoglio clienti della controllata e dei suoi 600 mila conti registrati, con quasi 500 mila transazioni mensili. Novità sono previste già nelle prossime settimane, con l’obiettivo di chiudere la cessione entro la fine del 2026 dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni delle autorità regolamentari.
Nei giorni scorsi era stato lo stesso Massimo Doris ad aprire alla possibile vendita. «Abbiamo ricevuto qualche primo approccio», ha dichiarato il ceo di Mediolanum dopo i conti del primo trimestre. «C’è interesse sul mercato, stiamo valutando». Flowe del resto non rientra più nel core business del gruppo italiano del risparmio gestito, che per questo motivo ha iniziato a ragionare sulla possibile cessione a un partner capace di valorizzarla al meglio.
Anche perché la fintech, finora, non ha prodotto utili per Mediolanum, come accade quasi sempre per le startup. Nata nel 2020, Flowe ha chiuso il 2025 in perdita di 8,4 milioni, meno dei 23,4 milioni del 2024 e dei 30,8 milioni del 2023. Un rosso dovuto anche alle commissioni passive versate a Mastercard e Nexi, e che due anni fa ha portato a un aumento di capitale da 15 milioni.
Per invertire la rotta Mediolanum ha dismesso la parte retail e riorganizzato il business della fintech, offrendo soluzioni di incasso e pagamento alle aziende. Una riconversione che, unita al controllo dei costi, dovrebbe portare Flowe vicina al break even entro la fine del 2026. (riproduzione riservata)